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Inondazioni a Venezia: un po’ d’onestà intellettuale

Berlusconi e i berlusconiani (incluso Galan, per 15 anni presidente della Regione Veneto e condannato per corruzione proprio in riferimento alla costruzione del Mose) e i loro alleati leghisti, imputano al M5S l’inondazione di Venezia.

E approfittano biecamente delle sofferenze della popolazione e dei danni al patrimonio artistico per chiedere procedure di emergenza che diminuiscano i controlli e favoriscano sprechi e mazzette.

Ovvio: sono i partiti della Casta, dei rampanti e del consumismo come unico scopo dell’esistenza; finché ci sarà qualcosa da sfruttare o depredare lo faranno e chissenefrega dei posteri tanto non votano alle prossime elezioni.

Ovvio anche che i loro giornali spaccino le loro clamorose menzogne come dati di fatto e che la stampa cosiddetta indipendente, tipo il “Fatto quotidiano”, le discutano ma sempre dando ad esse credibilità e in sostanza legittimandole.
Invece, delle responsabilità della destra, che governa il Veneto ininterrottamente dalla fine del fascismo (è una regione che è stata “bianca”, poi “blu” e adesso “verde”), si parla solo su blog che non legge nessuno o a mezza voce, come se si trattasse di un’opinione uguale a qualsiasi altro. È questo il vero problema: non la disinformazione dei liberisti ma la totale assenza di una controinformazione degli antiliberisti e del M5S in particolare.


Meglio dunque ricordare che in un sistema liberista:

1) ciascuno può dire quello che gli pare senza subirne le conseguenze; la libertà individuale è sacra mentre le responsabilità collettive sono inesistenti e il bene comune un concetto dimenticato come quelli di onore, dignità, solidarietà, onestà;

2) chi ha soldi possiede o controlla l’informazione e quindi la sua propaganda raggiunge e convince molte più persone rispetto a chi sostiene posizioni opposte ma non è ricco o non ha il sostegno delle lobby;

3) è di conseguenza inutile lamentarsi per l’assenza di una stampa obiettiva, di istituzioni “super partes” e di un popolo capace di informarsi malgrado le difficoltà e desideroso di valutare gli eventi razionalmente;

4) no, non è che non ci siano fatti ma solo interpretazioni, come sosteneva provocatoriamente Nietzsche; è che le interpretazioni vincenti sono fatti.

La conclusione è che un sistema liberista e liberal lo si deve contrastare e lo si può sconfiggere solo a livello mediatico, investendo in questa battaglia tutte le proprie energie e risorse. Dopo averlo annientato si potranno ricostruire le regolamentazioni anti-trust e i codici deontologici che in futuro proteggano il pluralismo e impediscano il monopolio del denaro; e si tornerà allora a fare politica e a basare la democrazia sul confronto fra diversi programmi o ideologie, nel rispetto di leggi garantite da istituzioni sufficientemente neutrali. In questo momento si tratta soltanto di prevalere con qualunque mezzo, come in guerra. Perché per i liberisti è una guerra e far finta di non capirlo significa perderla nel modo peggiore, cioè senza combatterla.

Francesco Erspramer

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