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Il fallimento annunciato degli assistenti civici

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Il nuovo corpo di volontari progettato dal governo per vigilare sul rispetto delle precauzioni anticovid, sembra aver suscitato solo ilarità e perplessità. Un buco nell’acqua annunciato, specialmente in virtù della mancanza di autorità e qualifiche dei futuri assistenti civici.

di Andrea Zhok

Il bando per 60mila “assistenti civici“, deputati a sorvegliare sui comportamenti inappropriati in termini di distanziamento, mascherine, assembramenti et similia è una delle iniziative più tristi e imbarazzanti che l’Italia abbia visto da lungo tempo (e sì che siamo abituati bene). Secondo le raccomandazioni del ministro Boccia dovrebbero essere dei “distributori volontari di buona educazione“, che si aggireranno indossando una casacca con dietro la scritta «assistente civico».

Non essendo né pubblici ufficiali, né avendo alcuna competenza particolare, non avranno naturalmente neppure nessuna autorità per far rispettare i propri ‘suggerimenti’. E non essendo pagati, quali possono essere le motivazioni di qualcuno che si offre come volontario? Senza voler malignare troppo, c’è da aspettarsi che si offriranno persone che non hanno niente con cui riempire le proprie vite, e che bramano di avere una volta almeno una qualche ‘autorità ufficiale’ con cui darsi un tono. Praticamente siamo di fronte ad un bando per ronde di delatori amatoriali.

 

Supponiamo che Mario e Maria discutano senza mascherina a breve distanza. Che fa l’assistente civico Brontolo? Gli si appropinquerà furtivamente chiedendo di soppiatto se sono congiunti? Chiamerà la forza pubblica per ripristinare le distanze? Li rimprovererà con severo cipiglio? E quante sono le chance che Mario e Maria non lo mandino a liberare l’intestino in luogo apposito? E se invece di Mario e Maria ci fosse la squadra di Rugby del paesello? Quante saranno le possibilità che Brontolo non finisca a fare una nuotata imprevista nel corso d’acqua più vicino?

Ora, se la gente non decide spontaneamente di adottare comportamenti prudenti e non c’è la benché minima possibilità che tali comportamenti vengano garantiti neppure da pattuglie dell’esercito, figuriamoci da delatori dilettanti privi di qualsivoglia autorità.

La buona notizia – quantomeno per quelli che temono la ‘società del controllo‘ – è che un ceto politico cui vengono in mente questi colpi di genio non sarebbe in grado di controllare neanche il proprio cane, figuriamoci la ‘società’. Certo, quello che possono fare, in ciò un talento glielo si può riconoscere, è creare qualche tensione inutile, mettere gli uni contro gli altri alcuni gruppi, insomma generare qualche problema di cui nessuno sentiva il bisogno. Per poi mostrare quanto sono stati bravi a risolverlo.

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