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El golpe Tabacci

Il Congresso di +Europa è stato il teatro di una delle storie più grottesche della politica contemporanea. Una storia che ha certificato il disinteresse verso il partito di Emma Bonino.

 

 

Né i ribelli moderati, né Guaidò. Dopo anni di attesa sugli sviluppi della guerra civile siriana (anche se sarebbe più corretto definirla guerra per procura) e dopo il fermento generato negli ultimi giorni dalla crisi venezuelana, il colpo di stato più sensazionale è arrivato direttamente dai corridoi di +Europa e porta la firma del golpista che non ti aspetti: Bruno Tabacci.

Il misfatto è avvenuto nel congresso andato in scena tra il 25 e il 27 Gennaio, quando il partito si è riunito con l’obiettivo precipuo di eleggere un nuovo segretario. Tra i candidati, oltre all’ex forzista – e successivamente montiano – Benedetto Della Vedova, figuravano anche Alessandro Fusacchia e Marco Cappato, ovvero l’anima di estrazione radicale della formazione europeista (e pertanto, quella maggiormente riconducibile all’esperienza boniniana).

 

Le truppe cammellate

Marco Cappato

Ebbene, ciò che è stato capace di riservare questo Cirque de Soleil in salsa congressuale è ormai di dominio pubblico. Tabacci, un reperto del Mesozoico democristiano ancora in ottimo stato di conservazione, avrebbe organizzato carovane di pullman provenienti da tutto lo stivale, con il solo scopo di pilotare le votazioni verso il candidato a lui più congeniale (Della Vedova); già così, il materiale sarebbe sufficiente per mettere in produzione un’inverosimile commedia con Antonio Albanese, ma non è tutto. Come se ciò non bastasse, stando ad un numero di indiscrezioni e testimonianze in costante crescita, le truppe cammellate del “Caudillo” sarebbero state formate da persone del tutto ignare del contesto politico che le ha viste protagoniste: una vera e propria falange di figuranti funzionali alla causa, eruditi – e secondo alcuni ricompensati – per mettere in atto un grottesco ribaltone elettorale.

Una dinamica che ha scatenato l’ira funesta di Cappato, il quale ha annunciato l’intenzione di presentare un esposto alla procura, al fine di far luce sulla presunta macchinazione ordita ai danni del suo partito.

 

Le firme prestate

Il leader di +Europa Emma Bonino

Ciò che fa sorridere è che, tutto sommato, Tabacci possedeva davvero una sorta di diritto di prelazione morale su +Europa. Già, perché Emma Bonino, dopo aver dimostrato sul campo il proprio indiscutibile talento nella disciplina dell’accattonaggio politico (ministero per le politiche europee dopo un magro 2,6% con la “Rosa nel Pugno” nel 2006 e ministero degli esteri dopo una mancata elezione in parlamento con “Amnistia e Libertà” nel 2013, tanto per fare qualche esempio), si è dovuta rivolgere proprio all’ex DC per compiere il suo ultimo capolavoro di sopravvivenza parlamentare.

Come i lettori più attenti ricorderanno infatti, +Europa finì quasi per riuscire nella titanica impresa di non raggiungere il numero di firme necessario per la presentazione del simbolo alle elezioni del 4 Marzo. Obiettivo per il conseguimento del quale, fu necessario il gesto misericordioso proprio di Tabacci, che mise a disposizione le firme della sigla Centro Democratico, finendo così per esentare la storica esponente radicale dalla annosa ricerca (e consentendole, di conseguenza, di entrare in Senato grazie alla formula dell’uninominale, nonostante il mancato superamento della soglia di sbarramento da parte del suo partito).

 

Un diffuso disinteresse verso le sorti del partito

E’ come se Tabacci avesse, molto banalmente, ripreso possesso della creatura che lui stesso aveva creato; o che, come minimo, aveva contribuito a mantenere in vita subito dopo un parto decisamente travagliato.

La singolare diagnosi che emerge da questa vicenda, è che un partito ed una donna di fronte ai quali molti giovani progressisti sembrano contrarre la sindrome di Stendhal, non siano mai in grado di gettare le basi per una benché minima attività di mobilitazione popolare. Senza trascurare il fatto che, proprio chi si ammanta costantemente di un’aura di purezza e maggior coscienza dei meccanismi democratici, sia finito goffamente vittima delle crepe dei meccanismi democratici stessi. Vittima dei vecchi mestieranti della democrazia. In sostanza, vittima del putsch del Generale Tabacci.

Di Filippo Klement

Filippo Klement
Classe 1990, ha studiato giurisprudenza, a latere un vasto interesse per la storia contemporanea e la politica.

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2 commenti

  1. Avatar

    Ma se manco sapete come si chiama Della Vedova, figuriamoci con che capacità di analisi per il resto…

  2. Avatar

    Il nostro era un refuso, il suo commento, invece, una faciloneria.