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Coronavirus: non fatevi prendere dal panico, non è (ancora) l’Apocalisse

Al centro del mirino ora è il Coronavirus che si sta diffondendo nel Nord Italia portando con sé un aumento di contagi e un conseguente allarmismo eccessivo.

Se fino alla scorsa settimana la politica interna ed estera occupavano parte delle notizie, ora il Coronavirus non lascia spazio ad altri argomenti con il conseguente aumento del terrore collettivo. Giornali, televisioni, media non parlano d’altro. Se già avevamo assistito a un crescente allarmismo all’inizio di febbraio ora è insostenibile.   

Cosa sta accadendo al Nord Italia?

Sono 50 mila le persone in quarantena negli 11 comuni interessati tra Lombardia e Veneto, dati riferiti a due giorni fa.  Le misure di emergenza stabilite dal governo e dalle autorità locali prevedono un isolamento delle persone che risiedono nella zona rossa fino al primo marzo (prolungabile per altri sette giorni), la chiusura delle scuole e dei luoghi commerciali di intrattenimento. Interessato anche il Piemonte che ha preso le medesime misure precauzionali delle regioni confinanti.

Scaffali presi d’assalto in un supermercato

Lo scenario che stiamo vivendo si avvicina sempre di più a quello proprio di un’apocalisse: comuni deserti, supermercati presi d’assalto e panico sempre più diffuso tra la popolazione.

La diffusione del COVID-19 non è da sottovalutare, ma tale psicosi da parte dei cittadini non è accettabile; non stiamo vivendo una carestia né tantomeno una nuova epidemia di colera. Razzie ai centri commerciali e risse per casse d’acqua non descrivono uno scenario tranquillo, ma manifestano la crescente preoccupazione, a parer nostro ingiustificata, delle persone.

Le nuove disposizioni non hanno fatto altro che accrescere la paura portando diffidenza e sfiducia.

Un banale colpo di tosse può essere motivo di occhiate indiscrete e una semplice battuta può essere fatale. È necessario un tale allarmismo oppure si può gestire l’epidemia in modo diverso? Se aumentasse la tranquillità delle persone e se l’informazione riguardo i casi di contagio e di morte fosse accurata in Italia il terrore sarebbe meno diffuso. Il rischio di morte per il Coronavirus per una persona che non ha patologie pregresse non supera lo 0,5%. Ovviamente la percentuale aumenta quando si prendono in considerazione persone anziane e pazienti che presentano condizioni cliniche complesse. 

Tasso di mortalità una volta contratto il Coronavirus

La diffusione del virus è rapida e in aumento, ma le morti registrate in Italia sono poche e circoscritte. Correre a comprare mascherine e disinfettanti non è la soluzione al problema bensì basterebbe semplicemente seguire le indicazioni fornite dal Ministero della Salute senza lasciarsi prendere dal panico.

 

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Di Matilda Pala

Matilda Pala
Classe 1996, in possesso di diploma scientifico e una breve carriera presso la facoltà di Chimica e Tecnologie chimiche. Attualmente studia ICT presso l'Università di Torino.

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