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Mattarella convoca il Consiglio supremo di difesa: paura del popolo?

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Il Consiglio supremo di difesa è stato convocato dal Presidente della Repubblica in data 27 ottobre. Ordine del giorno: prospettiva di impiego delle Forze armate per il rispetto delle restrizioni sociali.

Siamo in guerra. Primo paragone durante la quarantena, affermazione che si sente ormai spesso. La convocazione del Consiglio supremo di difesa sembra così rafforzare uno stato d’animo condiviso da molti. Bisogna ora chiedersi se l’intervento dell’esercito possa essere un aiuto importante nella lotta al Covid-19 o se ci sia da preoccuparsi.

Cos’è il Consiglio supremo di difesa?

Questo nome altisonante, supremo, è in realtà avvolto da un alone di mistero. È infatti molto difficile trovare qualcuno che lo conosca o che sappia di cosa si occupi. Cerchiamo allora di ripercorrere la sua storia.

 

Il Consiglio supremo di difesa viene citato per la prima volta nel 1950. In una legge fortemente voluta dalla NATO viene aggiunto al comma 9 dell’articolo 87 una breve dicitura incastonata fra due frasi. Il Presidente della Repubblica ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. 

Ed ecco creato il Consiglio. Il motivo ufficiale che si dette per la sua istituzione fu la Guerra di Corea, fase tesissima della guerra fredda e che poteva essere causa di preoccupazione anche per l’Europa. Finito il conflitto però – che durò tra l’altro solo tre anni – il Consiglio non risultava per niente ben delineato. La legge di istituzione era lacunosa, informale e spesso contradditoria. Non si sapeva di quali poteri fosse dotato, quale fosse il suo ruolo nella Costituzione (più che ambiguo) e soprattutto non si capiva a cosa servisse.

Il passo successivo

L’ovvio passo successivo era l’abrogazione dell’organo, ma in Italia si procede con il “non si sa mai”. Il Consiglio supremo di difesa cresce così come un bambino senza genitori né regole, che modella da solo la propria forma e si adatta a cambi di governo e presidenti.

Fino al 1999, dove per la prima volta viene ripreso in mano dalla legge, non si sa nulla del Consiglio. Le sue attività sono irrintracciabili e stranamente misteriose. Tralasciando il quasi mezzo secolo di nebbia, grazie ad altri decreti negli anni 2000, sembra essersi finalmente delineata una definizione del Consiglio supremo di difesa.

Citando il Quirinale, il Consiglio è uno strumento di dialogo e di confronto preventivo in materia di difesa nazionale. Attraverso esso i suoi componenti possono concorrere a definire criteri per il migliore esercizio delle rispettive singole competenze. Viene convocato almeno due volte all’anno ed è composto dal Presidente del Consiglio, vari ministri e dal Capo di Stato maggiore della difesa.

Perché questa convocazione è più importante delle altre?

Come abbiamo detto il Consiglio da prassi è convocato due volte all’anno, quindi non c’è niente di anormale. Eppure non è così difficile focalizzarsi sul momento storico. Ci avviciniamo alla fine del 2020, la seconda ondata è ampiamente decantata e l’inasprimento in varie regioni delle misure di sicurezza è realtà.

C’è forse una guerra in cui l’Italia ha un forte bisogno di mandare i propri soldati? Cina? Turchia? Grecia? Ci sono conflitti latenti, forse però quello che più preoccupa è proprio in Italia.

La paura delle rivolte in Italia

La delicatezza del momento si percepisce. Lo si nota dal cautelismo di Conte, che scarica la responsabilità sulle Regioni, dai non più silenziosi borbottii del popolo, che a stento riesce a tenersi su le mutante.

Sono tutte ipotesi e nient’altro che indiscrezioni, ma se altre attività commerciali chiuderanno? Se ancora una volta gli italiani perderanno il lavoro, la dignità e il diritto alla salute? Quante probabilità ci sono di una rivolta?

Il Consiglio supremo di difesa è stato convocato non nel febbraio di quest’anno, nè a marzo o aprile, ma il 27 ottobre. Il 21 sempre di questo mese anche la Germania ha annunciato l’utilizzo delle forze armate, a disposizione di tutti i paesi NATO europei per qualsiasi necessità.

Aspettiamoci quindi l’impiego dell’esercito nella difesa della nostra salute, controllando chi metterà la mascherina, chi rispetterà il coprifuoco o qualsiasi ulteriore misura ancora ci aspetta. Il nostro futuro è nelle mani del Consiglio supremo di difesa, speriamo sia più trasparente degli ultimi anni.

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Di Arianna

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