Home / Affari di Palazzo / L’omelia di De Benedetti

L’omelia di De Benedetti

L’Ingegnere De Benedetti esce dal letargo per una predica di cui nessuno sentiva il bisogno.

Era sparito dai radar dopo che aveva trasferito il proprio domicilio a Saint Moritz, in Svizzera. Infine è stato riesumato dalla solerte Lilli Gruber al Festival della Tv e dei nuovi media, evento promosso dallo stesso De Benedetti.

Le accuse di De Benedetti ai politici italiani

L’ingegnere ha sparato a zero su tutta l’attuale classe politica. È partito con il Pd che ha definito in stato “comatoso”, per poi passare ai 5 Stelle, movimento descritto come una “buffonata”. Le parole più dure sono pero state rivolte a Matteo Salvini. “Peggio: antisemita, antieuropeo e finanziato da Putin”, questo l’attacco lanciato da De Benedetti al leader leghista. Pronta la risposta di Salvini che minaccia querele al “miliardario di sinistra”. L’omelia di Don De Benedetti si conclude poi con una sconclusionata proposta per risollevare le sorti del Paese.

La soluzione migliore è che resti Gentiloni”, afferma tronfio l’ingegnere. Fa sorridere in fondo la verve accusatoria da parte di un personaggio che non ha evidentemente vergogna del suo curriculum vitae.

Tutti i fallimenti della vita dell’Ingegnere

L’ingegner De Benedetti sforna consigli per l’Italia dopo che, insieme a Romano Prodi, ha contribuito alla scellerata privatizzazione del gioiello italiano SME, comparto agro-alimentare dell’IRI. Non solo. De Benedetti è anche famoso per l’acquisizione del 2% del Banco Ambrosiano, per poi lasciare l’istituto dopo neanche due mesi. Appena in tempo prima del fallimento del banco e appena in tempo per realizzare una plusvalenza di 40 miliardi di lire. I casi della vita. L’Ingegnere ha avuto una vera e propria passione nella vita per portare a fallimento gioielli italiani.

Altro caso arcinoto è quello dell’azienda Olivetti. Fulgido esempio di impresa familiare, in cui il sociale e l’umanità valevano ben di più degli scarni principi capitalisti. E poi è arrivato De Benedetti. Il finale è scontato con l’azienda costretta a svendere parte del suo patrimonio. De Benedetti fu quello che, prima ancora di Berlusconi, coniò l’odioso termine “azienda Italia”, in riferimento alla nostra nazione.

Lo Stato come azienda che deve fare utili e tagliare le perdite, insomma l’esatto contrario di uno Stato sociale in grado di offrire servizi a tutta la popolazione. L’azienda Italia è il preludio dei partiti azienda. Forza Italia in primis e quel Movimento 5 Stelle, costola della Casaleggio Associati, che De Benedetti oggi definisce “buffonata”. L’oscuro manovratore del gruppo l’Espresso, che “ non ha creato, ma si è limitato ad acquistare (come disse Giampaolo Pansa), vuole infine un altro Governo Gentiloni. L’ingegnere vuole dunque l’euro e più Europa. Per gli altri pero, mica per lui. De Benedetti si gode infatti l’immeritata pensione in Svizzera, ben fuori dai confini dell’Unione europea, dai suoi rigori e dalla sua mortifera tassazione. Vuole che gli italiani continuino a usare l’euro mentre lui armeggia placidamente con franchi svizzeri. Grazie dell’omelia Ing. Carlo, ora puoi tornare nel tuo letargo.

Cerca ancora

Il business dei migranti è il vertice del triangolo del crimine

Droga, rifiuti, migranti. E’ chiaro che questi sono i capisaldi attuali della criminalità organizzata in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

11 + 18 =