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“L’Europa ci dà il roaming gratis”, ormai la Bonino fa tenerezza

Ad ascoltare le recenti dichiarazioni di Emma Bonino sulla presunta bontà del progetto europeo non si può non provare una certa forma di tenerezza, quasi compassione.

L’ex Ministro degli Esteri è l’ospite d’onore scelto dal quotidiano La Stampa (conosciuto come la busiarda dai torinesi) in quello che è stato chiamato EuropaTour.

Un tour per fare il lavaggio del cervello sull’Unione europea

Trattasi di un mirato itinerario in vista delle elezioni europee che ha avuto tra le prime tappe alcune scuole italiane. Considerata la storia, e le idee, di Emma Bonino, più che di neutre conferenze informative, sembrerebbe trattarsi di un subdolo tentativo di propaganda elettorale. Sponsorizzata e facilitata da un giornale che beneficia di finanziamenti pubblici? Soprassediamo.

In questo contesto di sermone senza contraddittorio Emma Bonino ha potuto parlare di fronte agli studenti dell’Istituto tecnico per il turismo, Luigi Einaudi di Roma.

Se oggi potete telefonare senza il roaming da un paese all’altro dell’Europa, è grazie all’Unione Europea. Se potete andare a Barcellona con 19 euro, mentre io ai miei tempi al massimo potevo fare la tratta Bra-Torino, è sempre grazie all’Unione Europea. E se in futuro ci saranno problemi ad andare in Gran Bretagna, è perché gli inglesi hanno detto no all’Unione Europea

Come il pifferaio di Hamelin, la Bonino ha cercato ammaliare i giovani con una narrativa cool e di moda per le nuove generazioni. Erasmus, roaming, low cost. Parole inebrianti per quei giovani ancora minorenni che sognano ad occhi aperti le prossime sbronze in qualche capitale europea. Come nel racconto di Hamelin, anche in questo caso i giovani ipnotizzati cadono però nell’abisso. Il baratro di un continente in piena recessione, dove la disoccupazione giovanile media supera ampiamente il 10%. L’Unione europea è il cimitero della nuove generazioni, i giovani o scappano (nell’Inghilterra del Brexit) oppure smettono di fare figli. Anche perché laddove nascono, rischiano di non superare la tenera età, come è accaduto in Grecia con l’aumento della mortalità infantile dopo che l’Unione europea ha costretto il Paesi di Socrate e Platone ad adottare misure economiche da lacrime e sangue.

Gli studenti hanno spernacchiato la Bonino

Gli studenti dell’Istituto romano non si sono però fatti influenzare, nonostante l’omelia euroinomane. Al termine del monologo boniniano sono stati invitati ad esprimersi sul quesito “Ci vuole più o meno Europa“? La maggioranza ha soppesato costi/benefici tra la possibilità di avere roaming e la tragica concretezza delle disgrazie economiche di cui l’Unione europea è, almeno, corresponsabile. In massa hanno detto “Meno Europa”, tra l’incredulità dei relatori ed organizzatori.

Tragicomico è stata poi la scelta sia della Stampa che del partito + Europa di dare visibilità a questa spernacchiata ricevuta. Forse un goffo tentativo di far passare gli studenti di un Istituto tecnico come “analfabeti funzionali”, non ancora pronti a comprendere i benefici spirituali del roaming gratis?

Emma Bonino e il suo partito dello zero virgola fanno ormai tenerezza, anche se ci piace ricordare come la stessa veniva magistralmente descritta da Massimo Fini:

Cio’ che inquieta in Emma Bonino è l’indiscutibile buona fede. La malafede è meno pericolosa. Perchè ha la debolezza della cattiva coscienza, mentre la buona fede è inossidabile, incrollabile, invincibile, marcia con la Verità in tasca e la spietatezza che solo i Giusti possono pensare di potersi permettere. Irrisolta come tutte le persone che si sono vocate a un Assoluto , e che amano il mondo senza amare gli uomini, Emma Bonino è, in un certo modo, una figura patetica. Crede di essere laica ed è fortissimamente impregnata di cultura cattolica di cui ha la crudeltà inconscia. Crede di essere liberale e non lo è. Un liberale che pretende che tutti lo siano non è un liberale: è un fascista. Crede di essere democratica ed è totalitaria, perchè non concepisce ‘l’altro da sè’.

Di Gabriele Tebaldi

Gabriele Tebaldi
Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

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