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Le priorità del nostro Parlamento: la legge contro l’omotransfobia

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Mentre le proteste dilagano in tutto il Paese e il nuovo Dpcm inizia a mietere le prime vittime, la priorità del Presidente della Camera è la lotta all’omotransfobia.

Nell’era dell’anticostituzionalità e in un periodo di crisi su tutti i fronti, la democrazia sembra deperire come un frutto marcio. Dal Parlamento vengono buttati fuori deputati e senatori adducendo come giustificazione l’emergenza sanitaria, si invoca a gran voce il voto elettronico e il Governo è ormai da molto l’unico legislatore.

Il momento è topico, ma nessun rappresentante del popolo (opposizioni comprese) sembra parlare veramente per il popolo. Infatti martedì, alla riapertura dei cancelli, si voterà la legge Zan, decisamente l’ultima cosa da fare.

La legge Zan

La proposta di legge del deputato Zan risale al 2018 ed è incentrata sul tema dell’omotransfobia. Neologismo di questi tempi che dovrebbe significare pressappoco: discriminazione accanita e ossessiva verso tutta quella galassia di identità e orientamenti di genere nati come funghi nel corso degli anni. Il tema è assolutamente attuale e la legge di nobili intenti, eppure, senza ragionare più di tanto, non è attuale oggi.

Il Presidente Fico millantando su Facebook di aver ricevuto numerosi messaggi che chiedevano notizie sulla suddetta legge, ha deciso così di imprimere una decisiva spinta. Se il popolo chiede, la politica risponde. Viene così ignorata la richiesta di rinviare tutti i provvedimenti accumulati nell’agenda istituzionale prima dell’emergenza covid-19 e si passa all’azione. Votazione, subito, domani pomeriggio. È quello di cui ha bisogno l’Italia. Ora.

La politica ci prende in giro

Non solo fanno passare la lagge Zan come urgente, ma decidono, dopo due anni, di votarla proprio a ridosso dall’uscita del Dpcm più controverso del 2020.

La notizia passa come sempre in sordina e non sembra destare neanche scandalo. Eppure venire a conoscenza di come il Parlamento abbia deciso di muoversi in questi mesi – perché si voterà anche la legge sul Ponte dello Stretto e altre “urgenti” misure – sembra un’evidente presa in giro.

Il Parlamento si è ridotto a misero organo di facciata, una volta rappresentati del popolo, oggi manovrati dalle volontà del Governo di turno. Mentre il Presidente del Consiglio e ministri decideranno i destini di milioni italiani, il Parlamento si diletterà con leggi fuori dal tempo, incoerenti, giusto per discutere di qualcosa che non sia il sacrificio degli italiani.

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Di Arianna

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