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L’affare tra Soros e Emma Bonino: 200mila euro a Più Europa

Ancora una volta lo speculatore ungherese George Soros entra a gamba tesa nelle dinamiche politiche italiane. Dal 1992 infatti, anno della gigantesca e impunita speculazione sulla lira, Soros agisce come un’ombra ad intermittenza in Italia e non solo.

Dal 1992 Soros tenta di influenzare la politica italiana

Tra le sue apparizioni più recenti bisogna ricordare la telefonata intercorsa tra lo speculatore e Mario Monti, ammessa dallo stesso ex premier, durante le burrascose vicende politiche italiane del 2011. Il nome di Soros è stato poi legato indissolubilmente alle vicende delle ONG operanti nel Mediterraneo. È noto come alcune tra queste facessero parte delle rete di organizzazioni non governative facenti capo alla Open Society, fondazione di proprietà dello stesso Soros.

(Nel video, Mario Monti parla della telefonata con Soros)

Infine, come svelato su queste pagine, sembrerebbe che negli scorsi mesi il magnate ungherese abbia fatto pressioni alla Commissione europea affinché la Troika fosse mandata in Italia. Insomma il passato di questo personaggio tende a dimostrare in maniera limpida le sue intenzioni poco pacifiche nei confronti del nostro Paese.

200 mila euro per Emma Bonino e Più Europa

Eppure c’è chi, tra i partiti italiani, riceve ingenti finanziamenti direttamente dallo speculatore. Si tratta del partito Più Europa, che secondo quanto pubblicato sul proprio sito, ha ricevuto 200 mila euro di finanziamenti direttamente da George Sorso, solo lo scorso gennaio 2019. Una cifra che appare sproporzionata rispetto alle dimensioni microscopiche del partito. 5.000 iscritti e appena tre seggi tra Camera e Senato è infatti la consistenza di Più Europa che, alle ultime elezioni, non è nemmeno riuscito a superare la soglia di sbarramento del 3%.

Nonostante le modeste dimensioni Emma Bonino ha deciso di far valere la sua vecchia amicizia con George Soros, garantendo così un cospicuo tesoretto per il movimento in vista delle elezioni europee. Se è vero che si tratta di finanziamenti legittimi e legali è altrettanto vero che non si può non sorvolare sull’evidente stupidità strategica ed elettorale di questa mossa.

Prendere soldi da Soros non è una grande strategia elettorale

Come pensa di aumentare i consensi un partito già modesto per dimensioni e risultati, sbandierando ai quattro venti la propria amicizia con un personaggio come George Soros? Non c’è bisogno infatti di tirar fuori strambe ipotesi complottiste per dubitare della natura benevola di Soros.

“Quella sulla lira fu una legittima operazione finanziaria”

ebbe a dichiarare dopo che la sua speculazione sulla moneta italiana provocò una conseguente manovra di svalutazione oltre che il prelievo forzoso sui conti correnti da parte dell’allora Governo Amato. Insomma, al pari del personaggio comico di Tafazzi, che in maniera ebete e gaudente amava colpirsi a bottigliate nelle parti basse, così Emma Bonino e il suo partito, ricevendo finanziamenti da Soros hanno deciso di suicidarsi definitivamente dalla politica italiana.

(Emma Bonino in maniera tafazziana rivendica l’aiuto ricevuto da Soros)

Di Gabriele Tebaldi

Gabriele Tebaldi
Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

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Un commento

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    interessante

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