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Il servo dell’Europa

Sarà ancora una volta il Presidente della Repubblica a pronunciare l’ultima parola sul futuro Primo Ministro italiano.

Sergio Mattarella ha infatti espresso l’intenzione di influire e non poco sulla scelta concordata tra Lega e Movimento 5 Stelle. Il profilo del futuro premier è stato tracciato in maniera molto definita dal Presidente.

Un premier per compiacere Europa e Stati Uniti

Dovrà essere europeista, atlantista, liberista e a tratti russofobico. Stessa sorte toccherà anche ai ministeri chiave, quali esteri ed economia. Mattarella non accetterà infatti proposte, provenienti in particolare dal Carroccio, per eventuali personaggi che dissentano circa la bontà del progetto euro. Borghi e Bagnai sono quindi esclusi dalla nuova squadra di Governo, dove invece troverà probabilmente spazio il più moderato Giorgetti.

Resta dunque da chiedersi cosa ne sia rimasto del ruolo del Presidente della Repubblica come “garante della Costituzione”. In questo caso infatti Mattarella pare ricoprire per lo più il ruolo di “garante dell’alleanza atlantica”, “garante della stabilità europea”nonché “garante della stabilità die mercati finanziari”. Tra tutte queste garanzie non vi è traccia pero per quella dedicata alla difesa della Costituzione e dell’interesse nazionale.

In Italia cresce il risentimento anti euro

I due partiti che con molta fatica stanno per giungere ad un’intesa hanno ricevuto la legittimazione popolare sulla base di programmi specifici. Le ultime elezioni hanno dato quindi un quadro piuttosto definito di un’ Italia che vuole ridiscutere garbatamente gli assi di cui invece Mattarella vuole essere garante a tutti i costi. Il trionfo di Lega e 5 Stelle rende evidente un certo scontento della popolazione nei confronti dello status quo. Vuoi perché l’osannata globalizzazione che avrebbe dovuto portare ricchezza a pioggia su tutti, ha invece acuito il dislivello tra i più ricchi e i più poveri e ha trascinato il mondo intero nella gigantesca crisi economica del 2008.

Vuoi perché il sistema geopolitico sta cambiando rapidamente e le vecchie alleanze non sono più in grado di rispondere ai nuovi scenari. L’asse atlantico vuole infatti trascinare tutti i suoi membri nel pantano di una inutile guerra, per ora diplomatica, con la Russia, solo per compiacere l’alleato dominante. Una posizione che fa emergere tutte le sue contraddizioni ora che gli Stati Uniti sono usciti dall’accordo con l’Iran, che rappresentava, forse, l’unico vero successo diplomatico dell’Europa unita. Ridisegnare le alleanze secondo le nuove esigenze. Lavorare insieme ai Governi nordafricani e mediorientali, invece che rovesciarli per far spazio a regimi ancora peggiori. Niente di tutto questo sarà pero possibile con Sergio Mattarella, che sta seguendo passo passo il cammino servile tracciato dai suoi predecessori. Napolitano, Ciampi e Scalfaro. Ognuno di loro impaziente di rassicurare alleati e mercati.

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