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Il problema è il difetto di morale civica, non l’eccesso di parlamentari

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Ridurre il numero dei parlamentari non disinfesterà le istituzioni dai furbetti. Questi infatti, continueranno a esistere fino a quando la responsabilità morale sarà considerata un ferrovecchio della storia, anziché un valore centrale della nostra società.

di Andrea Zhok

La recente vicenda dei 5 parlamentari che avrebbero chiesto il Bonus Inps presenta due letture rischiose. Da un lato, a poco più di un mese dal referendum sul taglio dei parlamentari, questo episodio si presta magnificamente ad essere amplificato nel nome dell’antipolitica. Non è un caso che hanno subito caricato le spingarde giornalisti come Gian Antonio Stella, che hanno costruito una carriera sulle denunce tanto al chilo della “Casta”.

È un segreto di Pulcinella che ogni indebolimento del ceto politico rappresenta un accrescimento di potere per i piani alti della ‘società civile’. Questo travaso di legittimazione e di potere ha avuto luogo a partire dagli anni ’90 ed è avvenuto in parallelo con il trionfo delle politiche neoliberali. Praticamente l’intero arco costituzionale odierno è figlio o nipote di quel processo storico, e i rappresentanti politici fanno a gara su chi coram populo sputa di più sugli ‘abusi della politica’.

Di contro, proprio per chi ha a cuore lo Stato e il funzionamento delle istituzioni, è necessario comprendere bene come essere un rappresentante pubblico non può limitarsi a non violare le leggi. Un politico è chiamato, al caso, a forgiare le leggi, e dunque la sua autorevolezza non deriva dal rispetto delle leggi positive, ma da un’istanza morale di cui deve (dovrebbe) essere esempio.

Tutto ciò sembra un discorso astratto ed inattuale, e proprio il fatto che lo sembri è parte del problema del nostro tempo. Pensare in termini di rigore morale sembra oggi una citazione letteraria o un reperto archeologico, ma non qualcosa che abbia un significato concreto; salvo che in assenza di questa assunzione di responsabilità morale nessuna istituzione può o potrà mai funzionare.

Ora, di fronte all’abuso di 5 parlamentari (e di qualche decina di amministratori locali con alti stipendi) è giusto astenersi dalla ricerca del facile applauso garantito dal ‘tiro al politico’. Si tratta di un fenomeno repellente, ma circoscritto. Al contempo dev’essere chiaro che si tratta di un fenomeno circoscritto sì, ma davvero repellente.

Nel merito del provvedimento emergenziale che ha definito l’erogazione del bonus, come hanno spiegato già in molti, era impossibile in quel momento chiedere la documentazione per verificare il sussistere delle condizioni di effettivo bisogno. La verifica avrebbe richiesto mesi e il processamento delle pratiche avrebbe comunque intasato l’Inps per un periodo imprevedibile, ma lunghissimo.

Certo, così facendo si apriva la possibilità per abusi, che puntualmente si sono verificati. A livello complessivo bisognava fare una valutazione d’insieme intorno al peso di quegli abusi rispetto al sollievo per persone che si sono ritrovate per mesi senza alcun reddito, o con redditi ridotti al lumicino. Si è scelto di fidarsi, e a mio avviso è stata una scelta giusta.

Infatti lo spirito del provvedimento era chiarissimo: si trattava di dare un aiuto alle persone che improvvisamente avevano perduto gran parte del loro reddito. Una volta definito lo spirito del provvedimento chiunque lo violi, chiedendo denari senza averne alcun bisogno e senza che il suo reddito sia stato gravemente intaccato, sta ovviamente facendo qualcosa di pessimo.

Ci saranno come sempre casi limite e casi ambigui, ma il caso di un parlamentare non presenta alcuna ambiguità: dato il livello di reddito e la sicurezza del medesimo, quei soldi non erano pensati per loro, e approfittarsene è stato schifoso.

Chi di fronte a questi fatti lamenta la mancanza di controlli più severi è incidentalmente spesso lo stesso che si lamenta dell’eccesso di burocrazia, di ‘lacci e lacciuoli’.  Ma dev’essere chiaro che se l’unico modo di far rispettare una legge è mettere un carabiniere con la mazza sull’uscio di ogni casa, poi non possiamo certo venire a lamentarci della burocrazia, dei controlli, dei vincoli, perché in effetti ne stiamo invocando la crescita illimitata.

Una società può permettersi tanto meno burocrazia, tanto meno controlli, tanto meno sorveglianza quanto più i suoi cittadini hanno introiettato quella inattuale e desueta cosa che è il comportamento morale. Chi invece chiede divieti, leggi e sanzioni per evitare ogni possibile abuso, ritenendo che la moralità sia un ferrovecchio della storia, chiede di fatto o uno Stato oppressivo o uno Stato latitante.

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