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Il CSM e i riposizionamenti della stampa italiana

Lo scandalo che sta travolgendo il CSM ha totalmente disorientato l’apparato mediatico; a tal punto da produrre estremi ed imprevedibili dietrofront editoriali.

di Giuseppe Masala

A rifletterci lascia un po’ stupiti l’attivismo implacabile del gruppo La Repubblica-Espresso sullo scandalo CSM. E’ certamente vero che per i giornali è un grave momento di crisi e che tutto fa brodo per aumentare le vendite, ma non si può non notare che un giornale della sinistra liberal metta così in difficoltà il Partito Democratico.

Siamo di fronte ad un riposizionamento politico?

L’inaspettato garantismo del Fatto

Marco Travaglio

Viceversa, davvero spettacolare la posizione di Travaglio e del suo Fatto Quotidiano, da sempre organo ufficiale del Partito delle Manette, delle Forche e delle Ghigliottine. Da un lato Travaglio – in un editoriale di ieri in particolare – non abbandona i toni censori tipici di chi da sempre è stato il Torquemada italiano. Ma dall’altro lato, sottolinea che dal punto di vista penale non c’è nulla per Lotti (e lui che ne sa? Mica è la Corte di Cassazione) e che comunque le intercettazioni sono inutilizzabili in un processo non so per quale cavillo giuridico. Ad essere maligni verrebbe da pensare “eh certo, mica si possono far sbattere al gabbio le proprie fonti”?!

Quello va bene solo per Berlusconi che poveretto (sotto questo aspetto) è stato sempre bastonato come credo nessuno in Italia. Bizzarrie, giravolte, equilibrismi, riposizionamenti e doppie morali. Anche l’informazione avrebbe bisogno della sua catarsi.

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