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Gli italiani sono tutti pecoroni?

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Gli italiani sono tutti pecoroni? È questa una domanda che circola da quando tutti sono chiusi in casa e accettano in larga parte una quarantena generalizzata.

di Ugo Boghetta

Altri affermano che gli italiani sono stati lobotomizzati. La questione è importante: riguarda il presente ed ancor più il futuro ed il che fare. Per questo motivo è necessario evitare conclusioni generiche e di comodo. L’unico esperimento di controllo di massa riuscito è stato quello liberista fondato su autocontrollo derivante da individualismo-consumismo-narcismo-leggedellagiungla.

Che si governi anche con la paura infatti è scoprire l’acqua calda: lo si fa da secoli. Sicuramente è vero che gran parte degli italiani resta a casa e condivide le scelte del governo Conte riguardo al contenimento del coronavirus. Anzi, sembrano andare oltre la stessa legislazione che invece prevede che ci si possa sposare in prossimità della propria abitazione. Le stesse forze di polizia non applicano la normativa, già di per se di dubbia legittimità, ma il mantra: “State a casa”.

A volte ti multano, a volte hanno un atteggiamento paternalistico insopportabile. In buona sostanza gli uni e gli altri si comportano secondo il bombardamento terroristico dei massmedia. Quando giorno dopo giorno si è intontiti da numeri di morti e modalità di contagio non ci si deve stupire dei comportamenti che vediamo. La paura per se stessi e quella per bimbi ed anziani ha fatto strada. Ci sono persone che camminano o guidano l’auto da soli, ma tengono la mascherina.

Ciò che mi sorprende sono coloro che si sorprendono. Costoro erano già spaventati. Sono infatti anni anni ormai in cui l’individualismo voluto o forzato, le politiche di austerità, la rottura dei legami sociali, le vicende di un mondo in cambiamento continuo che incombe nel tuo televisore tutti i giorni, hanno creato un senso pesante di insicurezza.
Fino a tre mesi fa questa insicurezza era appannaggio di Salvini. Era Salvini che intercettava il bisogno di PROTEZIONE. Era Salvini che alimentava la deriva securitaria. Ora invece è Conte a rassicurare, a proteggere gli italiani dal virus. Un governo nato debolissimo, quasi morto, ha acquisito un consenso mai visto. Un governo che per questo motivo ha resistito alle richieste di apertura della Confindustria!

Così come era pericoloso dare la colpa di tutto agli immigrati, così appare molto pericolosa la deriva securitaria attuale. Una deriva presente da tempo e che da tempo si alimenta dei nuovi mezzi tecnologici e di forzature antidemocratiche. Ed è del tutto evidente che questa esperienza “farà scuola”. Ma va smontata con intelligenza, combinando azioni d’avanguardia come quelle contro l’abuso legislativo e poliziesco, cose che invece la massa condivide, con azioni che riguardano la necessità di una riapertura del paese sempre più necessaria ed una modalità diversa di affrontare il virus e organizzare la sanità. Gridare al complotto non serve a nulla. Anzi.

Al contempo, tuttavia, gli italiani stanno diventando in larga parte sempre più euroscettici ( ed aumentano anche i noeuro). Vedono che l’Unione non aiuta e scatta la stessa necessità di protezione da parte dello Stato. Sono gli stessi di cui si dice che sono pecore o lobotomizzati. C’è qualcosa che non torna. Forse bisogna guardare tutti gli aspetti e le contraddizioni, studiare le dinamiche ed evitare analisi polaroid. È invece necessario fare i conti con una povertà dilagante e la paura della povertà che colpirà ceti che fino a ieri si ritenevano tutto sommato al sicuro.

Certo, sono decenni e decenni ormai che non vediamo conflitti sociali veri: dobbiamo tornare indietro agli anni sessanta e settanta. Oggi non ci sono sindacati adatti a questa fase tranne quelli di base. Ampie fasce di popolazione non hanno rappresentanza e vagano di elezione in elezione da un partito all’altro. Si dice: la situazione è tragica ma non disperata. Noi per primi dovremmo evitare di vederla disperante. Una cosa è certa: sarà il conflitto a far saltare il tappo o non sarà, ma servono gli strumenti adatti.

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