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Gli assassini della Siria

Da Emma Bonino a Fabio Volo, passando per Gentiloni e Saviano, ecco chi in Italia giustifica l’attacco in Siria e addirittura auspica un maggio impegno italiano.

I campioni dell’ipocrisia vogliono la distruzione della Siria

Fin da piccoli impariamo ad associare le persone “cattive” e “violente” a fisionomie e stereotipi ben riconoscibili. Un’eredità avuta sin dalle prime fiabe ascoltate in cui l’antagonista non è altri che un orco, un mostro, un essere rozzo e spregevole che incarna il male assoluto. Crescendo però scopriamo come la realtà sia ben più complessa rispetto alle semplici fiabesche rappresentazioni e alle facili ricostruzioni storiche fatte sui banchi di scuola.

Spesso infatti gli spiriti più violenti e guerrafondai si celano dietro a bei modi, sorrisi e innocenza sbandierata. L’intervento militare della coalizione angloamericana in Siria, illegittimo secondo il diritto internazionale, è utile per stanare chi sembra non attendere altro che l’inizio di una guerra con stragi annesse, magari invocando anche con la partecipazione diretta del nostro Paese.

Emma Bonino

Il suo fare pacato, tranquillo e la sua lotta contro una terribile malattia hanno consegnato un’immagine di Emma Bonino al pubblico come di una persona benevola. Si tratta invece di una delle più accese sostenitrici di tutti gli ultimi interventi militari occidentali nel mondo, dall’Afghanistan alla Libia. Insomma una guerrafondaia.

L’esito disastroso di questi ultimi interventi, sopratutto in termini di vite umane, non impedisce oggi a Emma Bonino di ribadire il suo fermo sostegno

“all’alleanza euroatlantica senza ondeggiamenti pericolosi per capire se, come e quando intervenire”.

Emma Bonino freme dunque dalla voglia di partecipare al bombardamento su Damasco, nonostante si tratti di una palese violazione del diritto internazionale.

Roberto Saviano

Avevamo lasciato l’apolide newyorkese alla corte di Fabio Fazio. Uno show disgustoso in cui video raccolti da Youtube senza cognizione di causa venivano mostrati al pubblico come prova della crudeltà del regime di Assad (si trattava in realtà di materiale proveniente esclusivamente dal fronte ribelle). Saviano ha poi chiesto “un gesto simbolico contro l’uso di armi chimiche in Siria”. Trump, May e Macron hanno eseguito alla lettera le parole dello scrittore. Caro Roberto, ci rivedremo fra 10 anni quando dopo migliaia “civialian casualties” causate dai bombardamenti umanitari in Siria, si scoprirà che il Governo siriano non aveva nessun arsenale chimico. Tu, forse, chiederai scusa, e te la caverai con un simpatico buffetto di rimprovero, sarà invece un po’ più difficile la vita  per gli abitanti di Damasco.

Paolo Gentiloni

Il premier che non ha mai partecipato attivamente alle elezioni politiche è ora delegittimato dal voto del 4 marzo. Eppure nei giorni in cui un Governo uscente dovrebbe limitarsi a meri atti di burocrazia amministrativa, il conte ha invece trascinato l’Italia in due avventure più che irragionevoli. Da una parte la cacciata dei diplomatici russi, dall’altra la legittimazione dell’attacco angloamericano alla Siria. Due azioni che, bisogna ribadire, non sono ancora giustificate dalla benché minima prova. “Quella di stanotte è stata un’azione circoscritta, mirata e motivata”, ha detto Gentiloni in riferimento al radi angloamericano in Siria, che viola il diritto internazionale.

Maurizio Martina

Il segretario reggente del Pd allineandosi come il più classico dei Don Abbondi ai dettami del partito ha tenuto a chiarire che:

“Il Pd esprime il massimo sostegno al governo Gentiloni e all’Unione Europea per la situazione in Siria; è inaccettabile l’utilizzo di armi chimiche come è stato riconosciuto in questi giorni per iniziativa del regime”.

Martina come i suoi belligeranti colleghi di cui sopra vuole una reazione contro un’azione di cui non si hanno ancora le prove.

Fabio Volo

Eh si, ci tocca anche parlare di lui. Perché in Italia certi personaggi pensano di essere legittimati a dire la loro su qualsiasi argomento. Con le lacune cognitive che vi lasciamo immaginare. Fabio Volo ha pensato così bene di seguire la campagna lanciata da Roberto Saviano, postando una foto che lo ritrae con la mano sulla bocca. Un modo per far capire come “nonostante continui a negare e accusare la stampa e gli attivisti di manipolare le informazioni, Assad sta usando armi chimiche sulla popolazione”. Anche Fabio Volo, come altri, possiede evidentemente le prove della colpevolezza di Assad, ma come tutti gli altri, le vuole tenere per sé e non le mostra.

In maniera più o meno indiretta, più o meno inconsapevolmente, tutti questi personaggi stanno pericolosamente spingendo l’opinione pubblica verso l’approvazione di un conflitto armato. Una guerra che non trova fondamento nel diritto internazionale e che non può altro che portare la morte di civili innocenti e la distruzione materiale di un Paese già martoriato. Esattamente come è successo in Afghanistan, Iraq e Libia. Sta voi scegliere se tra dieci anni ritrovarvi sul fronte dei “scusate, in effetti le prove non erano attendibili” oppure su quello del “ve l’avevamo detto”.

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