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Tusk: “all’inferno i promotori della Brexit”, ma Farage gli risponde per le rime

Il non eletto Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, ha voluto stupire, ma ha fatto la figura dell’arrogante burocratino.

Risultati immagini per in un discorso perfettamente premeditato, letto da alcuni fogli volanti in un meeting con l’Irlanda e poi, sapientemente, retwittato nella sua frase più foriera di polemiche, Tusk punta i riflettori (già accesi) sulla Brexit, che avverrà il 29 marzo. Il politico polacco si interroga, senza ombra d’ironia, su come sia il luogo dell’inferno riservato a chi ha sospinto gli animi degli inglesi verso la Brexit e, una volta raggiunto l’obbiettivo, non abbia preparato un piano ordinato di uscita sicura del Regno Unito di Gran Bretagna dall’Unione Europea, di cui fa parte dal 1973.

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Donald Tusk

Il polacco, forse sentendosi Dante Alighieri, dimentica che il Poeta riservò uno spazio specifico degl’Inferi ai traditori della Patria: il nono cerchio. Ebbene, la risposta di colui al quale le accuse sovra tutto erano indirizzate, non si è fatta attendere.

Nigel Farage, infatti gli ha risposto che

dopo la Brexit noi (britannici) saremo liberi da non eletti, arroganti bulletti come te e potremo finalmente decidere le sorti del nostro proprio paese. Mi sembra molto più come il Paradiso.

 

Di Federico Altea

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