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È tempo di ripristinare l’accordo Iran-nucleare (JCPOA)

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Questo 14 luglio ricorre il quinto anniversario della conclusione del Piano d’Azione Globale Congiunto (JCPOA). Cinque anni fa, i 5 + 1 (Cina, Russia, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti), l’Unione europea e l’Iran hanno raggiunto lo storico accordo del JCPOA a Vienna.

di Zamir Ahmed Awan

Questo importante risultato della diplomazia multilaterale è stato quindi approvato dalla risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il JCPOA è diventato un elemento chiave del sistema internazionale di non proliferazione nucleare, un importante fattore positivo nel mantenimento della pace e della stabilità regionali e globali e delle buone pratiche di risoluzione dei problemi dei punti caldi regionali attraverso approcci multilaterali.

In base a questo accordo, l’Iran avrebbe limitato il suo programma nucleare solo a scopi civili, come la produzione di energia, applicazioni agricole, il settore sanitario, ecc. Mentre le sanzioni economiche imposte all’Iran avrebbero dovuto essere rimosse e l’Iran avrebbe potuto esportare il suo petrolio ed importare tutti gli articoli essenziali.

Sfortunatamente, negli ultimi anni gli Stati Uniti

hanno sostenuto l’unilateralismo, rinunciando ai propri obblighi internazionali e ritirandosi da trattati e organizzazioni. Mentre l’Iran stava seguendo rigorosamente il trattato avendo sospeso il suo programma nucleare. La Commissione Internazionale per l’Energia Atomica ha verificato che l’Iran non ha violato l’accordo e che non è stata trovata alcuna prova di violazione. Anche il Congresso degli Stati Uniti ha testimoniato che l’Iran si è attenuto rigorosamente all’accordo e che non è stato trovato nessun caso di violazione.

Tuttavia, il primo ministro israeliano Netanyahu ha tenuto una presentazione in PowerPoint al presidente Donald Trump e lo ha convinto a disonorare l’accordo. Come conseguenza, gli Stati Uniti si sono ritirati dal JCPOA nel maggio 2018 e hanno contrastato in ogni modo l’attuazione dell’accordo da parti terze. Tale chiara violazione della risoluzione delle Nazioni Unite 2231 ha portato a continue tensioni sulla questione nucleare iraniana. Allo stato attuale, gli Stati Uniti tentano di minare ulteriormente il JCPOA spingendo per l’estensione dell’embargo sulle armi del Consiglio di sicurezza contro l’Iran e minacciando di attivare il rapido ripristino del meccanismo sanzionatorio.

L’azione americana è stata ingiustificata

unilaterale e contro le norme delle pratiche internazionali. Le sanzioni economiche sono state nuovamente imposte all’Iran, mentre la Repubblica Islamica stava ancora rispettando l’accordo. Le sanzioni hanno danneggiato l’economia dell’Iran, si è assistito ad una carenza di beni di prima necessità e alla sofferenza del pubblico.

Mentre tutti gli altri Paesi volevano rispettare l’accordo, gli Stati Uniti hanno fatto pressioni sui loro alleati europei affinché non rispettassero l’accordo e attuassero sanzioni economiche.

La Cina è entrata con l’Iran in un accordo strategico e si è impegnata a investire 400 miliardi di dollari USA, mentre l’Iran fornirà petrolio cinese tanto necessario per i prossimi 25 anni. La Cina costruirà una rete ferroviaria in Iran, collegando l’Iran con l’Afghanistan, la Turchia e l’Asia centrale. Sarà collegato al corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC). La Cina estenderà il sostegno diplomatico e politico all’Iran.

La Cina ritiene che preservare e attuare il JCPOA

sia il modo giusto per risolvere la questione nucleare iraniana. Il ridimensionamento iraniano della conformità è il risultato della massima pressione esercitata dagli Stati Uniti. Le parti del JCPOA dovrebbero rafforzare il dialogo e la consultazione nel quadro della commissione mista, cercare una soluzione alla controversia in materia di conformità in un approccio graduale e reciproco e ripristinare l’equilibrio dei diritti e degli obblighi previsti dal JCPOA.

Le parti dovrebbero sostenere un dialogo e una cooperazione rafforzati tra l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e l’Iran al fine di risolvere adeguatamente la questione delle garanzie quanto prima. Allo stesso tempo, la comunità internazionale dovrebbe opporsi congiuntamente agli Stati Uniti che spingono il Consiglio di sicurezza a estendere o ripristinare le sanzioni contro l’Iran e esortare gli Stati Uniti a ritornare sulla giusta strada per conformarsi al JCPOA e alla risoluzione delle Nazioni Unite.

Il 7 giugno, il Consigliere di Stato e ministro degli Esteri Wang Yi ha inviato una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite e al presidente in carica del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, elaborando la posizione e la proposta della Cina sulla questione nucleare iraniana. Yi ribadisce il fermo sostegno della Cina al JCPOA.

Le sanzioni non sono mai state efficaci in passato

La Storia è testimone che ogni volta che venivano imposte sanzioni a qualsiasi Paese, si rivelava inefficace. Le sanzioni possono ostacolare l’uomo comune ma non possono costringere lo Stato. In alternativa, l’Iran è tentato di optare [ancora] per l’opzione nucleare. In passato, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Corea del Nord e minacciato di attaccarla. Ma una volta che la Corea del Nord ha guadagnato [lo status di] potenza nucleare, il comportamento degli Stati Uniti si è notevolmente attenuato. Gli Stati Uniti potrebbero non attaccare mai una potenza nucleare.

Si spera che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e altri partner europei insieme a Russia e Cina possano trovare una soluzione basata sulla giustizia, l’uguaglianza e il mantenimento degli interessi dell’Iran e di altri partner.

 

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