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“Quota 100”, sarà mantenuto l’impegno?

“Quota 100″… tra promessa elettorale e realizzazione effettiva,

sembra diventata un ostacolo impervio da scalare per arrivare (quasi nudi, visti gli importi da riscuotere) alla agognata e sospirata pensione. Non si vuole intervenire, in questa sede, sull’argomento con cifre più o meno astruse e “personalizzate” secondo modello dei vari “esperti”, ad uso e consumo della “tenuta dei conti”.

Alla Boeri, per intenderci,

quello messo all’Inps per spremere ulteriormente i pensionati (con ricalcoli proposti retroattivamente per le pensioni, anche le più basse, ottenute nel passato con il sistema retributivo e/o misto) ed i dipendenti (con la mancata separazione della previdenza dalla assistenza e conseguente taroccamento dei dati, in favore della campagna politica pro-migranti).

Chi scrive non è neppure direttamente interessato in quanto già in pensione da diversi anni… mi preme solo rimarcare che, volendo tener fede alle promesse elettorali, Salvini ha solo una strada da seguire per mantenere la parola data a centinaia di migliaia di cittadini cui la questione importa e che (probabilmente) lo hanno votato anche per questo: applicare alla lettera (anzi al numero) la possibilità di andare in pensione raggiungendo “quota 100” tra contributi versati ed età anagrafica.

Senza “se” e tantomeno “ma“.

65 più 35 fa 100 (il calcolo più semplice). 64+36 anche, così come 40 di contributi e 60 di età… e via dicendo, senza trucchi ed inganni imposti da vincoli “alla Fornero” che possano alterare il dato matematico.

Per spiegarlo terra a terra a chi legge poniamo come limiti il famigerato “64 di età” e/o “41 di contributi”: se io ho 62 anni di età e 37 di contributi, per andare in pensione non dovrò arrivare a “quota100” tra 1 anno bensì superarla (64+39=103 in tutto, grazie al “paletto” anagrafico); se invece dovrò raggiungere 41 anni di “marchette”, ed avrò iniziato non proprio da imberbe (come la maggior parte dei lavoratori nei decenni trascorsi) il calcolo si complica notevolmente riguardo la combinazione età/contributi in quanto dovrei avere all’incirca 70 anni per il pieno raggiungimento dei limiti contributivi.

Allora?

Ripetiamo: quota 100 sia somma matematica dei requisiti per accedere alla pensione! Poi, in base a quanto versato nelle casse previdenziali (e nel totale rispetto dei diritti acquisiti), si eroghi un emolumento proporzionale e, qualora questo risulti insufficiente ad una personale valutazione del lavoratore interessato, gli si permetta eventualmente un volontario allungamento della attività lavorativa ad ulteriore “integrazione”. Non si dica,per favore, che risulta impossibile quanto sopra proposto perché “mancano le coperture”. Visto che Salvini ha lanciato quota100 vuol dire che sa come fare e se Di Maio la ha accettata e sottoscritta significa che entrambi sono consapevoli di poter mantenere questa promessa. O almeno così si auspica.

@V_Mannello

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