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Non si tratta di schierarsi con Maduro, bensì contro l’imperialismo USA

Il Governo di Maduro, ex autista di Chavez e di quest’ultimo solo una scialba imitazione non degna di calpestarne l’ombra, ha commesso palesi violazioni ed errori gravi.

Gli Stati Uniti d’America, però, ingerendosi nelle questioni interne del paese, come l’endorsement all’autoproclamazione di Juan Guaidò, perpetuano la loro politica invasiva ed interessata. Sugli interessi non c’è troppo da spendersi in parole e analisi, considerando – ancora una volta – le riserve petrolifere di un paese estero a Washington, quel Venezuela che detiene i più ampi giacimenti di greggio del pianeta, superando perfino gli stati arabi. La politica atlantista che vede gli USA padroni dell continente americano tutto, e, in una declinazione più recente, del mondo intero, non può più essere accettata.

La sinistra ormai morta, in Italia e in Europa.

Soltanto quindici/sedici anni or sono le fazioni che fanno riferimento a chi siede ancora (in modo totalmente inappropriato) nell’emiciclo sinistro del parlamento si schieravano contro l’aggressione statunitense dell’Iraq, laddove il dittatore Saddam Hussein era riconosciuto unanimemente da tutto il mondo come tale, e non come oggi, dove le interpretazioni dubbie sullo status politico del presidente Venezuelano sono da imputare ai governi dei paesi che rappresentano la più grande fetta di popolazione ed estensione geografica del mondo (Cina e Russia).

Molti non avevano, allora, paura a criticare la politica neocolonialista, giustificata da inesistenti armi di distruzione di massa in capo a Hussein. Lo scoperchiamento del vaso di Pandora, com’è noto, ha portato alla situazione assurdamente instabile di tutta l’area Mediorientale, dove resiste solo il cosiddetto regime di Assad che, assassino o meno, ha sempre stabilito una definitiva tranquillità politica nella regione, considerata pure l’ereditarietà del suo mandato, in continuità con quello paterno, pur se giustificata da elezioni.

Oggi, dopo più di quindici anni, nessuno nella cosiddetta sinistra batte ciglio di fronte a Washington che perpetua la politica di abbattimento di governi di paesi terzi. Anzi, qualcuno addirittura giustifica le azioni degli USA, già probabilmente implicati nell’attentato con droni risalente ad agosto contro la vita Maduro (scampato per miracolo). Secondo i più, infatti, c’è un diritto di ingerenza dei paesi democratici, leggasi la presupposta superiorità morale dei sostenitori di questa idea, del tutto avulsa dalla stessa democrazia!

Un’ingerenza giustificata

dalla cattiveria, dal cattivismo, dall’illegittimità trapelata via Twitter, in paesi che sono dall’altra parte della terra, e guardacaso ricchi di petrolio. Perché se la stessa cosa fosse accaduta, un esempio su tutti, in Indonesia (che sta trucidando gli abitanti della Papua Nuova Guinea, per inciso), nessuno se ne sarebbe fregato. Oppure dal fatto che lo spietato dittatore siriano si sia rifiutato legittimamente di far passare un gasdotto americano entro i confini del suo stato sovrano.

Ecco perché la direzione di Elzeviro.eu si vede costretta a sottoscrivere l’appello de l’Antidiplomatico di sotto riportato.

Tutte le forze autenticamente democratiche, pacifiste e antimperialiste del nostro paese devono sostenere ogni sforzo perché l’Italia non aderisca all’ultimatum vergognoso al Venezuela dei governi di Francia-Germania-Spagna (avallato dalla commissaria Mogherini), espressione dei settori più aggressivi dell’imperialismo UE.
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU (per impulso in primo luogo di Cina e Russia) e la stessa Organizzazione degli Stati Americani hanno respinto a maggioranza le richieste criminali dell’imperialismo USA e dei suoi alleati. Anche dal Papa vengono parole di buon senso. La comunità internazionale, nella sua maggioranza, non è affatto a fianco dei golpisti guidati da Guaidò, al contrario di quanto affermano tutti i media del nostro paese. Isoliamo in Italia quelli che (a cominciare dal PD e dalla Lega) vogliono coinvolgere il nostro paese in questa nuova avventura criminale contro il governo e il popolo sovrani del Venezuela.

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Di Federico Altea

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