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I dettagli del Coronavirus in un libro del 1989: era già tutto preparato?

di Maurizio Blondet

Ricevo questa provocazione da una lettrice:

Gentile Blondet, mi pacerebbe conoscere la sua valutazione o l’autore (edizione del romanzo 1981 quando ancora il lab di Wuhan non esisteva) era un visionario oppure  trattasi di un vero “agente segreto” (nel suo “Gli Adelphi della dissoluzione”  Ed. ARES, nella parte finale il misterioso interlocutore allerta di come proprio leggendo i “romanzacci” si trovano per chi sa cercare gli scenari organizzati dagli ingegneri sociali artefici occulti del nuovo mondo)

Certo i passi del libro che la lettrice mi allega

sono impressionanti per preveggenza: Koontz è dotato di qualità preternaturali o di amici nello USAMRIID, il laboratorio delle bioarmi  da cui uscì  per esempio l’antrace “armato” che fu spedito, dopo l’11 settembre, a senatori democratici americani, come minaccia diretta e il “consiglio” di star zitti sui mandanti del mega-attentato?

Orbene, la lettrice non mi sopravvaluti come complottista. Posso solo riferire un mistero in più: il romanzo fu pubblicato nel 1981, ma sotto lo pseudonimo “Leigh Nichols”.  Nel 1989 il romanzo è stato ripubblicato con copertina dura, con il nome vero (se è un nome vero) Dean Koontz.

Il bello è che nell’edizione 1981

non si parlava del virus Wuhan -400 fabbricato nel laboratorio di Wuhan in Cina.

No, nel 1981 “Leigh Nichols” ci informava che:

Chiamano la sostanza  Gorki -400 “perché è stato sviluppato nei loro laboratori RDNA fuori dalla città di Gorki , ed è stato il quattrocentesimo ceppo vitale di organismi artificiali creati in quel centro di ricerca.

Di fatto, Gorki era in epoca sovietica una “città chiusa”, irraggiungibile ai comuni cittadini senza speciali autorizzazioni: i suoi abitanti erano  essenzialmente scienziati e famiglie che lavoravano alle invenzioni belliche più segrete.

Nel 1989, collassata l’Unione Sovietica e il comunismo, Koontz, o più probabilmente l’editore, hanno attualizzato il romanzo indicando  il nuovo “nemico”, perché  quello vecchio non faceva più paura.

Preternaturale preveggenza?

Non lo escludo. Ma agli addetti ai lavori è abbastanza noto che (come ha scritto Global Research) fin dal 1948, gli Stati Uniti “hanno condotto per molti decenni un’intensa ricerca sulla guerra biologica, in molti casi fortemente focalizzata su agenti patogeni specifici per razza”.

In un rapporto al Congresso degli Stati Uniti, il Dipartimento della Difesa ha rivelato che il suo programma di creazione di agenti biologici artificiali includeva la modifica di virus non fatali per renderli letali e l’ingegneria genetica per alterare l’immunologia degli agenti biologici per rendere impossibile il trattamento e le vaccinazioni. Il rapporto militare ha ammesso che all’epoca operava circa 130 strutture di ricerca sulle bioarmi, dozzine nelle università statunitensi e altre in molti siti internazionali al di fuori del Congresso degli Stati Uniti e della giurisdizione dei tribunali.

In un rapporto riservato del 1948 si leggeva:

Una cannonata  o una bomba non lascia dubbi sul fatto che si sia verificato un attacco deliberato. Ma se … un’epidemia si abbatte su una città affollata, non c’è modo di sapere se qualcuno ha attaccato, tanto meno chi. Una parte significativa della popolazione umana all’interno di aree bersaglio selezionate potrebbe essere uccisa o inabilitata solo con piccole quantità di un agente patogeno.

E un manuale operativo dell’esercito americano del 1956 affermava esplicitamente che la guerra biologica e chimica era una parte operativa integrale della strategia militare degli Stati Uniti, non era limitata in alcun modo dato che il Congresso aveva dato ai vertici militari l’autorità “First Strike”, primo colpo, a loro giudizio tattico.

Nel 1959,  il Congresso tentò di sottrarre ai generali questa autorità di primo colpo;  fu sconfitto dalla Casa Bianca e le spese per armi biochimiche aumentarono da $75 milioni a quasi $350 milioni. Questa era un’enorme quantità di denaro nei primi anni ’60.

Nel 2000, The Project for the New American Century

ha prodotto un rapporto intitolato “Ricostruire le difese americane”, che conteneva un’ambizione politica radicale e bellicosa di destra per l’America. Il loro rapporto si definiva un “progetto per mantenere la preminenza globale degli Stati Uniti … e modellare l’ordine di sicurezza internazionale in linea con i principi e gli interessi americani”. Gli autori, ovvia la loro mentalità genocida, affermarono:

Le forme avanzate di guerra biologica che possono” colpire “genotipi specifici possono trasformare la guerra biologica … in uno strumento politicamente utile.

Project for the New American Century è il think tank neocon, fondato da Bill Kristol e Robert Kagan, che nel 2000  consigliava al nuovo presidente non ancora eletto (sarebbe stato Bush jr.) un piano colossale di riarmo per  affermare “una Pax Americana globale senza restrizioni dal diritto internazionale”.

 

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