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Missili su Damasco, ma il mondo guarda storto May, Trump e Macron

Un missile che ha colpito nella notte Damasco.

I valori delle democrazie occidentali si misurano con i bombardamenti a guerra finita. Così vennero rase al suolo Dresda, Nagasaki, Hiroshima, ma anche solo Alessandria. Questo è accaduto in responso ai dubbi fatti di Douma, dove Trump ha potuto riciclarsi come beniamino agli occhi del mondo liberal, neocoloniale e demoplutocratico.

Finalmente nell’olimpo di personaggi Nobel per la pace come Sharon, Arafat, Obama e i suoi disastri mediorientali, ecco anche il personaggio che prometteva di occuparsi degli affari interni, più che di quelli esterni. Theresa May però ci tiene a precisare che le vittime civili saranno minime, che l’obbiettivo non è di rovesciare Assad. Questo basterà a tenere a bada la Russia?

L’ambasciatore del Cremlino a Washington ha già annunciato che vi saranno conseguenze all’azione bellica condotta dagli States, il cui Congresso non ha nemmeno fornito l’autorizzazione ed infatti è in fermento. L’ambasciata sottolinea come non vi sia prova dell’utilizzo delle armi chimiche in Douma la settimana scorsa. Al contrario sostiene Macron.

Anche sul fronte britannico Nigel Farage bolla (ancora una volta) come un grande errore l’utilizzo della Royal Air Force, quando gli ultimi interventi nel Medio Oriente hanno avuto conseguenze tragiche ed in definitiva peggiorative.

I media mainstream sono pronti a celebrare il prossimo Nobel per la Pace? Intanto in Italia Gentiloni prima dice che l’attacco è motivatissimo, poi afferma che l’Italia non ha concesso e non ha intenzione di concedere le basi affinché gli attacchi partano dal Belpaese, almeno quello. Come al solito, un piede in due scarpe.

A parte il delegittimato Gentiloni, si ravvisa un particolare accordo bipartisan (da Vauro a Salvini) circa la totale deplorazione dell’azione bellica intrapresa nottetempo su Damasco, dove un vecchio centro di stoccaggio di materiale chimico ed altri obbiettivi mirati e militari sono stati bombardati. Nessuna invasione del campo aereo controllato dai russi in quel della Siria si è verificata, ciò che fa ben sperare riguardo la possibilità che non si assista ad un’escalation delle ostilità. La palla a Mosca.

Di Freddie

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