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Merkel vuole giocare alla guerra con Putin trascinando tutta Europa

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L’attacco diretto e personale della Merkel sul preteso avvelenamento di Navalny col novichok non è solo basato su una menzogna, offensiva non fosse che per la sua inverosimiglianza.

di Maurizio Blondet

Non si vede cosa ci potessero guadagnare Putin dalla morte di un Navalny, l’uomo del 2% dei voti; piuttosto è da sospettare che, per i suoi gestori e manovratori, Navalny avendo fallito i compiti affidatigli, di creare una qualche rivoluzione colorata o protesta organizzata non microscopica, sia più utile da morto che da vivo.

L’evocazione del novichok implica il collegamento con la vicenda della ex spia Skripal, riparato nel Regno Unito, avvelenato dopo che aveva discretamente tastato il terreno con Mosca per tornare, e domiciliato troppo vicino a Porton Down, il laboratorio militare britannico produttore di gas nervini in proprio (come risulta da un crimine che vi fu perpetrato).

Ma nel momento in cui siamo immersi e saturati 24 ore su 24 nella propaganda sulla pandemia, non è più questo il punto. Il punto è che la Merkel s’è impegnata direttamente e personalmente contro Putin, con una violenza e determinazione che non puo’ che far parte di una recita – come ha notato l’ambasciatore russo convocato a “giustificarsi” dal ministro degli esteri tedesco : ma “non ha ricevuto prove dell’avvelenamento da #Navalny durante il colloquio. La Germania non collabora con la Russia,  rifiutandosi di fornire dati, come se stesse solo seguendo uno script.

Ma la recita fa evidentemente parte di un progetto

la rottura totale fra Berlino e Mosca, la recisione del cordone ombelicale economico – probabilmente rappresentato dai gasdotti, e sanzioni sempre più dure, irreversibili – e mettere l’Europa sul piano inclinato delle offese sempre più insanabili, fino all’esito fatale –  paventato da noi. La Merkel è giunta a promettere “la risposta congiunta della NATO” : per cosa? Invadere la Russia per raccogliere le prove del veleno?

Qual è il significato delle sue parole: “risposta NATO congiunta”.

Il Grande Reset del Forum di Davos comprendeva anche questo programma?

Postiamo qui, in via preliminare, il pezzo scritto da George Galloway (ex parlamentare britannico, analista strategico che oggi scrive su RT)

Le affermazioni tedesche di “avvelenamento da Novichok” su Navalny stimoleranno il familiare circo di sanzioni e la demonizzazione della Russia. Ma a chi giova?

I bizzarri eventi che circondano Alexey Navalny, che giace in coma a Berlino, produrranno ulteriori appelli in stile Guerra Fredda per isolare la Russia, a costo di consolidare ulteriormente le relazioni tra Mosca e Pechino.

Da quando l’uomo – sempre erroneamente definito “il leader dell’opposizione russa”, quando in realtà ha il 2% dei voti, mentre l’attuale leader dell’opposizione è un comunista che ha ancora il sostegno di massa – si è ammalato durante un volo dalla Siberia a Mosca, la lobby securocratica nei paesi occidentali è stata innescata.

Oggi, con la dichiarazione del governo tedesco secondo cui Navalny è un’altra vittima degli agenti chimici di classe “Novichok”, sono già in corso misure attive.

Se lo stato russo avesse tentato di assassinare Navalny

non avrebbero mai permesso che il suo corpo in coma fosse trasportato fuori dal paese in Germania in primo luogo. Sarebbe morto sul tavolo operatorio in Russia, dove nessuno poteva “rilevare tracce di Novichok” in una capitale della NATO.

Se lo stato russo fosse stato responsabile del tentativo di uccidere Navalny, sicuramente l’ultima arma al mondo che avrebbe scelto con quale farlo sarebbe stato Novichok.

Un coltello, una pistola, un’auto in corsa, un incidente d’auto: uno qualsiasi dei cento metodi sarebbe stato sicuramente preferibile, nell’era post-Skripal. E più affidabile, sembrerebbe: Navalny, per ora fortunatamente, è il terzo russo di fila ad essere attaccato da un “agente nervino di livello militare” e misteriosamente non riesce a morire.

Ma proprio come con gli Skripal

ci troviamo di fronte alla domanda posta in ogni mistero di omicidio: Cui Bono? A chi giova?

Quale vantaggio immaginabile potrebbe ottenere il Cremlino dall’uccisione da parte di Novichok di Alexey Navalny?

E l’enorme contraddizione, la più grande di tutte, è che l’Occidente vuole farci credere che Vladimir Putin sia allo stesso tempo un abbagliante Mefistofele capace di organizzare elezioni in America e Gran Bretagna, determinare la Brexit e fomentare il separatismo dalla Scozia alla Spagna, mentre allo stesso tempo è un idiota autolesionista, il poliziotto che non sa sparare dritto.

L’uomo che ha fatto crollare l’intero mondo occidentale non attraverso uno, ma due tentativi falliti di sbarazzarsi di critici marginali del tutto innocui – che, nel caso di Alexey Navalny, non sarebbero in grado di vincere un solo seggio in un’autorità locale provinciale.

Al momento sto viaggiando e sto girando il mio prossimo documentario sulla strana morte del dottor David Kelly – l’ispettore britannico delle armi coinvolto nella guerra di Blair in Iraq – che è stato trovato morto al culmine della pubblicità che lo circondava.

Quindi non ho la mia sfera di cristallo da consultare. Ma prevedo comunque che ciò che accadrà ora sarà il familiare circo di espulsioni diplomatiche, sanzioni e ostracismo. Ulteriore demonizzazione della Russia. Ritorsione contro ritorsione, in escalation. Mentre il mondo affronta una pandemia mortale e il collasso economico. Proprio quello che ha ordinato il dottore.

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