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La Russia rischia di diventare satellite degli Usa, allontanandosi dalla Cina

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Se esistesse una versione russa del sito web PropOrNot, l’accademico Arbatov potrebbe trovarvisi elencato come “agente / infiltrato americano”.

di Paul Craig Roberts

Arbatov dirige il Centro Internazionale di Sicurezza dell’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali dell’Accademia delle Scienze russa. Dimostra le sue tendenze pro Washington con la sua raccomandazione che la Russia eviti un’alleanza strategica con la Cina. Questa, ovviamente, è una posizione americana. Sembra curioso che venga da un esperto di sicurezza russo, in un momento in cui la politica estera degli Stati Uniti è dominata da neoconservatori che sono ostili sia alla Russia che alla Cina perché i due Paesi sono ostacoli all’egemonia americana.

Washington demonizza sia Russia che Cina, impone sanzioni e minacce, conduce manovre militari aggressive nelle sfere di influenza di entrambi i Paesi, respinge il presidente russo come “il nuovo Hitler”, minaccia la Cina con una guerra commerciale ed incolpa la Cina per il coronavirus e minaccia di fargliela pagare.

Di fronte a un potere così ostile e irragionevole

come quello con cui si presentano gli Stati Uniti, un’alleanza strategica tra Russia e Cina sembra essere esattamente ciò che è necessario per dissuadere Washington dalle sue intenzioni ostili. Con gli scontri di Hong Kong organizzati e finanziati dagli americani e gli sforzi per destabilizzare una provincia cinese e con l’intenzione dei neoconservatori di rovesciare il governo iraniano ed inviare jihadisti nella Federazione Russa, Washington ha dimostrato la sua intenzione di destabilizzare prima un Paese e poi l’altro. Un fronte comune evidenziato da un’alleanza strategica rappresenterebbe un potere maggiore di quello di Washington ed impedirebbe quegli errori di calcolo che potrebbero condurre allo scoppio di una guerra.

Perché Arbatov si oppone ad un risultato così desiderabile? Perché vuole che la Russia “mantenga le sue distanze” dalla Cina? Si fida di Washington più della Cina?

Arbatov dà questa risposta: mezzo secolo fa l’Unione Sovietica “proclamò ufficialmente nel suo programma che la Cina era la più grande minaccia per il mondo. Non possiamo passare da un estremo all’altro, dalla Cina che è la più grande minaccia per il mondo all’essere il nostro alleato o partner strategico. Non si può giocare con tali concetti. Un alleato strategico è quando sei pronto a mandare i tuoi soldati a combattere per gli interessi del tuo alleato e viceversa. Sono fiducioso che non abbiamo e non avremo una simile situazione con la Cina”.

Quale senso strategico ha per Arbatov

l’usare un conflitto minore di mezzo secolo fa tra la Cina e un governo e un Paese che non esistono più per scoraggiare un’alleanza strategica che oggi impedirebbe un conflitto molto più grave? Una possibile risposta è che alcuni russi, nonostante le intenzioni aggressive dimostrate da Washington nei confronti della Russia, siano più innamorati dell’America che della Cina. Il romanticismo degli integrazionisti atlantisti rimane la più grande minaccia per la Russia.

Arbatov non è solo in questa sua visione. Un certo numero di esperti russi ritiene che la Russia non dovrebbe avvicinarsi troppo alla Cina, la cui posizione economica ritengono sia più forte di quella russa. Temono che una relazione stretta porterebbe la Russia a diventare un servitore della Cina, con l’economia russa limitata ad essere una fonte di risorse naturali.

Gli esperti russi dovrebbero ricordare

che il piano di Washington è limitare l’economia russa all’esportazione di materie prime ad eccezione dell’energia in Europa. Gli esperti che scoraggiano l’alleanza con la Cina preferiscono che la Russia sia serva di Washington? Il prevenire un’alleanza strategica tra Russia e Cina è essenziale per l’egemonia degli Stati Uniti. I russi dovrebbero evitare di essere manipolati nella loro paura della Cina, che li espone al pericolo di essere i servitori di Washington. Un’alleanza strategica è il modo migliore per Russia e Cina di proteggersi dalle macchinazioni di Washington.

Ha senso per la Russia, minacciata com’è da Washington, fare amicizia e costruire ponti verso altri Paesi. La concessione della Russia alla Norvegia nel Mare di Barents, alla Cina su un’isola nel fiume Amur e la considerazione della richiesta del Giappone per il ritorno delle Isole Curili sono segni di premurosa diplomazia.

Qualunque sia la base della sfiducia russa nei confronti della Cina, ha meno senso che la Russia si fidi di Washington, che continua a preparare il percorso per la guerra smantellando gli ultimi accordi rimasti messi in atto per garantire la pace. Niente è più importante per Russia e Cina (e per la pace nel mondo) di una solida alleanza tra di loro. Questo è il modo migliore per i due Paesi di proteggere la propria sovranità e forse l’unico modo per impedire che l’egemonia americana porti alla guerra nucleare. Se i russi non riescono a capirlo, sono condannati assieme a tutti noi.

 

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

 

 

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