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La Polizia del pensiero di Macron vuole includere l’antisionismo nella definizione di antisemitismo

Chi è che non vede che dietro alla maschera dell’antisionismo si nasconde sempre più l’antisemitismo?

Così, quasi condivisibile, sembra l’incipit di uno status di Macron. Il presidente però, subito dopo, si lascia andare alle consuete manie di grandezza, tali da rendere Maria Antonietta una dilettante.

La pericolosità del ragionamento di Macron è presto spiegata: il politico francese continua dicendo che l’antisionismo è una delle moderne forme di antisemitismo.

Aggiunge inoltre che la Francia incrementerà la definizione di antisemitismo adottata dalla dall’Alleanza internazionale per la memoria della Shoah. Ciò non concernerà (deo gratia) la mutazione del codice penale. Tuttavia l’azione riguarderà la chiarificazione (in realtà il mutamento) delle pratiche dei giudici e degli insegnanti francesi.

Insomma, il Capo di Stato francese si arroga l’autorità di mutare la lingua stessa, e ciò è quanto di più pericoloso possa avvenire in una democrazia.

Il nonsense della sua dichiarazione, però, salta agli occhi: come si fa, infatti, a dire che un concetto si nasconde dietro un altro, senza ammettere che i concetti siano nettamente distinti e dunque di significato diverso?

Come potrà uscire, il giovane presidente, dal cortocircuito cerebrale delle migliaia di ebrei che non riconoscono legittimità, né tanto meno azione politica, dello stato di Israele? Antisemitismo?

Come potrà giustificare le critiche alle azioni guerrafondaie ed estremiste di espansionismo, che lo stato israeliano sta inverando? Antisemitismo?

Come potrà giustificare critiche alle occupazioni e ad i nuovi insediamenti coloniali di Israele in Palestina? Colonialismo?

Beh, di colonialismo e neocolonialismo, Maria Antonietta Macron, ne sa più che qualcosa…

Le vittime di questo cortocircuito di ignoranza interessata (in questo caso per compiacere Tel Aviv), per lo più, non sono i responsabili di tale confusione, bensì i comuni cittadini ebrei e palestinesi, compresi quelli, la maggioranza, che vorrebbero la pace tra Israele e Palestina.

Questo quantunque la questione antisionista

abbia radici che affondano anticipando il principio del secolo scorso, e la nascita, nel 1948, di uno stato ebraico, a tavolino e forzosamente, ad opera di quell’Occidente che si voleva lavare la coscienza per l’acclarata conoscenza di ciò che stava accadendo nei campi di sterminio.

Di Redazione Elzeviro.eu

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