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Italia a capo chino: il governo uscente caccia i diplomatici russi

L'Ambasciata russa in Italia.

Nella giornata di oggi il Governo italiano, ormai politicamente del tutto delegittimato, ha deciso di seguire le direttive imposte dall’Occidente a trazione americana e sull’orlo della belligeranza, a sua volta seguito dall’Unione europea. Ormai scacciati i primi, legittimi, tentennamenti di Macron, la diga è rotta.

Anche il governo Gentiloni ha agito nella direzione, semicomica, del “dare una lezione alla Russia”, espellendo due diplomatici di Mosca a seguito dell’ancor non chiara vicenda che, su suolo britannico, ha visto la morte di un russo, ex spia del Cremlino, avvelenata tramite gas nervino.

La Farnesina

Il Ministero degli Esteri guidato, ancora per poco, da Angelino Alfano, ha voluto precisare come la decisione sia stata presa

a seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo, come segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati Nato.

Regno Unito che, ricordiamo, sta trattando per uscire dall’Unione europea e Nato che tra i suoi membri annovera, ricordiamo, quella Turchia che si è appena resa autrice di un’espulsione su base razziale contro i curdi in quel di Afrin, Siria.

La presa di posizione dell’Italia, fanalino di coda nell’Unione, segue le direttive impartite da 14 stati del continente, tra cui Francia, Germania, Olanda, Danimarca, Repubblica Ceca Lituania, Estonia, Polonia e Ucraina (queste ultime tre, si possono capire, considerate le tensioni storiche e non storiche che persistono con il vicino gigante russo), eccetera.

Gli USA

Gli Stati Uniti, dando per primi manforte al governo britannico guidato da Theresa May, hanno espulso sessanta diplomatici di Mosca e chiuso l’ambasciata russa a Seattle, la grande città che, per la sua posizione, è una delle più vicine alla Russia, esclusi i piccoli centri dell’Alaska e le Hawaii.

In questo nuovo contesto da guerra fredda, sembra che Trump e alleati siano intenzionati ad accrescere la tensione con Mosca, che risponde punto su punto espellendo ambasciatori e chiudendo associazioni culturali straniere. Mosca, date le sue estensioni, non teme l’isolamento, mentre accresce i suoi rapporti all’interno dei Brics

Italia né arte, né parte

L’Italia, ultima a certificare una tendenza guerrafondaia, sottolinea da un lato la mancanza di spina dorsale nello schierarsi come se avesse un suo proprio posto nel mondo, e dall’altro come i membri delle sue istituzioni, ancorché prossime ad essere sostituite, siano pronti a esercitare il potere senza il beneficio di galanteria che dovrebbe essere introdotto da un periodobianco“, dove nomine e grandi decisioni politiche siano rimesse all’Esecutivo scelto dal popolo.

Di Redazione Elzeviro.eu

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