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Il governo di coalizione che ha truffato il popolo Israeliano

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Il 20 aprile Binyamin Gantz, del partito Blu e Bianco, ha accettato di formare un governo di coalizione con Benjamin Netanyahu, ex primo ministro e ministro degli Affari Esteri.

Questo accordo rappresenta un precedente storico per Israele, in base al quale un politico sotto processo per reati penali, macchiato dalla corruzione, ha diritto di formare un governo. Gantz, ex avversario politico di Netanyahu, che in precedenza l’ aveva paragonato al leader turco Recep Tayyp Erdogan, ora ha deciso di diventare il suo vice. Altro che trasformismo…

Governo di corruzione nazionale

Autoproclamandosi i salvatori di Israele, espressione della maggioranza del paese, hanno preso la decisione di governare mentre la crisi del Coronavirus era al suo apice. Gantz e Netanyahu governeranno per i prossimi tre anni, i primi diciotto mesi toccheranno al leader di destra e poi subentrerà l’ex leader dell’opposizione: una staffetta a dir poco paradossale. Loro si definiscono un “governo di emergenza nazionale” ma la rivista “Internazionale” non fa sconti e lo definisce piuttosto un “governo di corruzione nazionale”.

La Corte Suprema non è intervenuta

L’opposizione aveva firmato una serie di petizioni per impedire quest’alleanza, per evitare che un deputato incriminato ricevesse l’incarico di primo ministro. La Corte Suprema ha però deciso di non intervenire, permettendo così la formazione del fantomatico governo di coalizione (nonché del primo governo non di transizione degli ultimi due anni). Il giuramento avverrà giovedì 14 marzo, arriverà in Israele anche il segretario di stato USA Mike Pompeo, che farà visita ai due leader incaricati.

Una protesta simbolica

Il 19 aprile a Tel Aviv si è tenuta una manifestazione di protesta contro questa alleanza, indetta da un gruppo di Facebook chiamato “Bandiera Nera”. L’evento ha visto coinvolti due milioni di israeliani rigorosamente ben distanziati e con la mascherina, scaturendo un’immagine suggestiva.

La gestione della pandemia è stata però efficiente

Se il premier Netanyahu proclama la sua vittoria politica raggiunta con quest’alleanza, una vera vittoria l’ha avuta, quella contro il Coronavirus. La nazione, con i suoi quasi nove milioni di abitanti, vanta un numero di morti davvero basso: soli 260 ad oggi. Risulta ancor di più un ottimo risultato se paragonato con paesi con un numero simile di abitanti, come il Belgio e la Svezia, che invece hanno subito rispettivamente 8800 e 3300 perdite. Secondo il Times of Israel sono stati tre i fattori decisivi: la rapidità nel prendere misure contenitive, le prestazioni del servizio sanitario nazionale e il comportamento della popolazione.

L’asse Trump-Netanyahu

Secondo le parole del leader di destra, questa particolare soluzione governativa sarebbe altamente invocata dalla maggior parte della popolazione e che il nuovo governo è il chiaro riflesso della volontà popolare. Probabilmente gli ultimi due anni di governi di transizione hanno sfiancato la popolazione israeliana, e la buona gestione della pandemia ha contribuito mettere in buona luce il premier. Sarà interessante osservare nei prossimi mesi le dinamiche riguardanti l’evoluzione del conflitto arabo-israeliano, considerando l’ottima relazione di Donald Trump con il primo ministro israeliano. Non a caso Netanyahu a inizio 2020, a seguito del nuovo piano di Trump per risolvere il conflitto, si era riferito al presidente americano con le seguenti parole: “ il miglior amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”.

 

 

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Di Jacopo Ghigo

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