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CAOS in Perù: la crisi politica e istituzionale sfocia nelle proteste di tutte le città

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In Perù la situazione politica e istituzionale è molto precaria da anni e le strade e le piazze della capitale ora sono riempite dalle proteste dei cittadini dopo la deposizione del presidente Martin Viscarra per decisione del Parlamento.

In America Latina sono in corso importanti manifestazioni in piazza, e il Perù oltre alla crisi pandemica ed economica, ora si trova nel bel mezzo di una crisi anche istituzionale e politica. Il congresso unicamerale peruviano ha rimosso il capo di stato del paese con una manovra che già il pubblico e alcuni autorevoli costituzionalisti peruviani definiscono un colpo di stato. Le accuse rivolte a Viscarra risalirebbero ai tempi in cui era il governatore per un appalto concesso ad un’impresa edile. La corruzione dei massimi vertici istituzionali del paese che riguarda tutti o quasi gli schieramenti politici è molto legata all’instabilità politica che dura già da dieci anni in Perù.

La polizia reprime le proteste e violenze, morti e dispersi dilagano

Le proteste che erano iniziate a Lima in modo spontaneo per poi allargarsi in tutto il paese sono state represse dalla polizia e delle forze dell’ordine che hanno già causato 2 morti, 100 feriti e 41 desaparecidos. Stando alla rete per i diritti umani locale i dispersi sarebbero stati arrestati, ma la polizia non ha rilasciato ancora nessuna comunicazione formale. In segno di lutto e di protesta le università peruviane hanno sospeso completamente le attività per l’uccisione in piazza di due studenti di 22 e 24 anni entrambi mentre stavano protestando. Le enormi mobilitazioni in tutto il paese, la reazione violenta della polizia che ha indignato la popolazione e la corte costituzionale peruviana, hanno portato alle dimissioni di Manuel Merino, presidente ad interim a capo dello stato da soltanto una settimana.

Peru's Interim President Manuel Merino Announces Resignation | Time

Le proteste sono diffuse in tutto il continente sudamericano

La crisi istituzionale attraversa anche altri paesi del Sud America come Ecuador, Colombia, Bolivia e Cile. Il Fondo Monetario internazionale mette in guardia sulle ripercussioni che avrà l’instabilità politica che domina il sud del continente americano. In Cile oltre 200 organizzazioni proclamano lo sciopero ad oltranza poiché si dichiarano escluse dalla partecipazione al processo costituente nella riforma della Costituzione in vigore, in vista del referendum nell’aprile 2020. In Colombia e in Ecuador le strade sono colme di militari che rafforzano il presidio delle città dopo il triste bilancio dei morti dopo le proteste contro la corruzione dilagante. In Venezuela continuano le manifestazioni dei sostenitori del presidente Nicolas Maduro, sia quelle per il capo dell’opposizione Juan Guaidó. Proprio sulla cronaca della crisi in Perù, Maduro ha invitato ironicamente Guaidó ad assumere la presidenza nello stato peruviano dopo le dimissioni Merino e le manifestazioni in piazza.

Tensione ed instabilità

Una crisi profonda sta attraversando il Perù che in passato ha assistito a continui scandali di corruzione che hanno portato tre ex presidenti alla detenzione preventiva e un altro addirittura al suicidio. I giovani sono sempre in prima linea nelle proteste contro un regime nel quale non si riconoscono più e del quale colgono immoralità e dissolutezza, come spiega un giovane manifestante, studente laureato di Lima:

La marcia non è per il ritorno di Vizcarra, è rigorosamente contro Merino. Siamo stanchi della corruzione, degli stessi vecchi politici che si dividono e impongono i loro interessi personali.

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Di Francesca Russo

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