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Il passaporto dei ricchi: potranno fare la quarantena in posti esotici

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Il CIP (Citizen by Investment Program) è un programma di investimento finalizzato ad ottenere la seconda cittadinanza, un servizio riservato ad individui che possiedono ingenti capitali, si parte dai 2 milioni di dollari. Individui che vogliono, oppure hanno la necessità, di un secondo passaporto, investendo nell’economia del paese ospitante.

I benefici dell’investimento in una seconda cittadinanza sono molteplici e non riguardano soltanto il tema fiscale. Un secondo passaporto, infatti, può offrire una maggiore mobilità globale facendo risparmiare tempo e documentazione per la richiesta del visto. Ad esempio, il passaporto del Pakistan consente l’ingresso senza visto in soli 40 paesi, mentre quello di Cipro consente l’ingresso senza visto in 164 paesi. Un secondo passaporto da un paese stabile e pacifico può rappresentare, inoltre, un porto sicuro per chi sta vivendo qualsiasi tipo di agitazione politica nel proprio paese d’origine.

Molte famiglie facoltose usano i propri fondi

per attraversare confini chiusi alla maggior parte della popolazione. La CNN ha svolto una ricerca tra le agenzie che si occupano di fare da intermediari tra i clienti e le loro golden visas, e il primo dato emerso è che dallo scoppio della pandemia c’è stato un aumento di richieste del 42%. All’elenco dei grandi uomini d’affari che vogliono risparmiare tempo per il visto e ai soggetti benestanti che fuggono dalle guerre in corso del loro paese d’origine, si aggiungono quelli che cercano riparo dalla pandemia, o semplicemente dei posti più gradevoli dove poter sostare per eventuali lockdown.

I clienti sono soprattutto americani, indiani, nigeriani e libanesi e i più richiesti come destinazione sono Montenegro ma soprattutto Cipro e Malta. Negli ultimi due casi di fatto si ha diritto a diventare cittadini europei, con conseguente libertà di movimento in tutto il continente. Con l’arrivo della pandemia anche Australia e Nuova Zelanda sono state mete molto richieste. Se l’idea di un passaporto neozelandese dovesse allettarvi, la cifra richiesta dal programma si aggira tra i 2 e i 6 milioni e mezzo di dollari. Nel caso della Nuova Zelanda l’investimento non sarebbe solo personale ma comunitario come, per esempio, la creazione di una infrastruttura che magari possa dare lavoro anche ai cittadini locali.

Sicuramente i CIP costituiscono una situazione vantaggiosa per gli individui che vogliono godere di una maggiore libertà di movimento, ricercano uno stile di vita migliore e rassicurazione in tempo di crisi. Ma allo stesso tempo, come afferma George DeMartino, professore di economia internazionale ed etica, i CIP possono anche esacerbare la disuguaglianza, in quanto questi programmi offrono privilegi speciali ai già privilegiati.

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Di Francesca Russo

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