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Bruciano le cattedrali nell’Europa dell’austerity

Raramente nella vita le persone possono assistere ad eventi di così enorme portata simbolica come l’incendio della cattedrale di Notre-Dame di Parigi avvenuto ieri.

Non ci si sofferma qui sulle possibili cause, dolose o colpose che siano, né tantomeno sulle ipotesi di attentato che circolano in rete.

Ciò che invece ci si domanda è come mai un monumento di così enorme rilevanza storica e artistica non fosse dotato di tutti gli strumenti tecnologici che oggi la scienza mette a disposizione per preservarlo da possibili incendi.

A fare una facile ricerca internet la risposta la si trova abbastanza facilmente. Per esempio la Repubblica (certamente non un quotidiano che può essere considerato di area sovranista) il 3 Dicembre 2017 con un articolo dal titolo “Notre Dame cade a pezzi” ci informa che il monumento stava letteralmente cadendo a pezzi e che lo stato francese non aveva i soldi per i necessari restauri, figuriamoci per dotarla dei moderni sistemi antincendio che l’avrebbero salvata dalla furia delle fiamme di ieri. Una situazione talmente grave che un anno fa costrinse Macron a inventarsi un gratta e vinci per raccogliere risorse finanziarie per salvaguardare l’enorme patrimonio culturale francese.

Una situazione drammatica figlia delle folli regole europee di stabilità di bilancio

che impongono la lesina e lo sparagno anche nella salvaguardia di opere di inestimabile valore artistico e storico. Inutile sottolineare che la Francia spende per i propri beni culturali cifre molto più alte per esempio dell’Italia. Una situazione dunque che dovrebbe destare allarme sulla sicurezza anche del nostro patrimonio artistico, certamente non meno importante di quello francese.

E infine oltre al danno la beffa. Un Macron con le mani finanziariamente legate per la ricostruzione della cattedrale lancia una colletta nazionale dove i grandi ricchi di Francia stanno versando cifre importanti peraltro, s’immagina, fiscalmente deducibili; dunque tanta bella pubblicità a costi contenuti se non nulli.

Questo è il sistema folle nel quale viviamo: gli stati nella morsa dell’austerità mandano in malora il proprio patrimonio culturale e poi i Grandi Ricchi di Stato (che sono i maggiori beneficiari dell’Austerità) partecipano alle collette (fiscalmente deducibili) per ricostruire ciò che gli stati non hanno potuto salvaguardare per consentir loro di arricchirsi sfacciatamente.

L’Europa dell’Austerità oltre a mandare in fumo le Cattedrali ha mandato in fumo la logica. Sic transit gloria mundi.

di Giuseppe Masala

Di Redazione Elzeviro.eu

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