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Manifestazione nel centro di Madrid per commemorare Francisco Franco

Oggi 20 Novembre ricorre l’anniversario della morte del Generale Francisco Franco avvenuta a Madrid nel 1975.

Dopo le elezioni politiche del 1936 con la vittoria del Fronte popolare, il Generale di stanza alle Isole Canarie e sbarcato con un esercito dal Marocco sconfisse la sinistra sostenuta da Mosca, che nel frattempo aveva instaurato un regime repubblicano di stampo marxista-leninista perseguitando la Chiesa Cattolica che si schierò con fermezza dalla parte di Franco.

Ideatore di un regime dittatoriale chiamato franchismo, di stampo parzialmente fascista. Anticomunista, patriottico e cattolico tradizionale.

Sono molti gli appuntamenti per commemorare Francisco Franco: Rosari e Messe in suffragio, pranzi e cene di gruppi politici aperti a tutti cittadini ed immancabilmente come ogni anno la manifestazione nella piazza d’Oriente di Madrid, davanti al Palazzo Reale settecentesco.

Alle ore 12, si è tenuta la manifestazione convocata dai movimenti politici dell’estrema destra spagnola: “Fuerza Nueva, Movimiento Católico Español, La Falange e Democracia Nacional“. Alla Manifestazione hanno partecipato una delegazione del Fronte Nazionale Francese e l’associazione storica e culturale italiana “L’uomo della provvidenza“. Sono intervenuti molti movimenti cattolici, mentre il discorso di chiusura è stato concesso al sacerdote italiano Padre Tam. L’intervento massivo di tanti cattolici è giustificato dal contesto storico in cui agì Franco. Nelle elezioni del 1936 la Sinistra vittoriosa volle rompere con il secolare passato: cambiarono la bandiera, perseguitarono i cattolici per fare della Spagna un paese nuovo e marxista rompendo con la tradizione dei Re Cattolici. Franco, religioso convinto, difensore integerrimo della fede insorse ed instaurò un regime profondamente intriso di morale cattolica.

Si sono succeduti diversi esponenti dell’estrema destra spagnola, criticando fortemente la situazione politica attuale, la forte disoccupazione, la crescente criminalità, l’ideologia di genere che in Spagna è sostenuta a livello legislativo da tempo. Tribunali che giudicano le violenze di genere e anche chi solo critica queste politiche. Molti sono i sacerdoti che hanno dovuto rispondere ai tribunali per aver criticato nelle omelie l’unione omosessuale e l’ideologia di genere.

Addirittura denunciarono l’arcivescovo di Valencia, Antonio Cañizares

Spesso interrotti da grida in favore del Generalissimo, applausi, acclamazioni, non solo hanno ricordato un grande personaggio, fondamentale per la storia spagnola, ma hanno parlato di futuro. Si, perché: “domani diranno che siamo stati pochi, che siamo dei nostalgici, retrogradi, diranno quello che sempre dicono (i media) ma oggi siamo qui perché voi siete gli ultimi di ieri ed i primi del domani. Voi siete coloro che hanno perseverato, tra mille difficoltà, fino ad oggi“.

Si è parlato non solo di quello che Franco fece al suo tempo ma della situazione in cui versa l’Europa, Italia compresa, che noi tutti stiamo vivendo. Il nostro tempo è caratterizzato da un neoliberismo ed un capitalismo disumanizzante che svende l’uomo ai grandi gruppi finanziari. Non esiste più nessuna morale, nessuna valore, Chiese svuotate, una democrazia falsa che concede sempre meno spazio ai cittadini e difende chi detiene il vero potere, banche e politici.

La situazione politica, economica e morale spagnola è catastrofica: criminalità in aumento, politiche contro la famiglia, numero di divorzi altissimo, disoccupazione che supera il 20%. Ma centinaia di persone erano lì per dire all’Europa che c’è speranza. Si allude alla vittoria di Trump, nella speranza delle elezioni francesi del 2017, alla sconfitta delle sinistre che ahimè hanno venduto l’anima ai grandi gruppi finanziari internazionali. Proprio loro, che avrebbero dovuto proteggere i poveri ed i lavoratori, gli ultimi gli emarginati. 
manifestanti salutano romanamente
Oggi le destre spagnole, francesi ed italiane erano a Madrid per dare un messaggio: “Ci siamo noi!”. Non erano presenti solo vecchi nostalgici dei tempi che furono o giovani invasati, ma persone con valori che hanno capito che questa democrazia che prometteva pace, uguaglianza ed armonia è solo una bugia. Si è parlato di attualità. Si è parlato delle guerre americane dalla Libia alla Siria, che più che conflitti di liberazione di popoli sono guerre che hanno schiacciato la testa a chi voleva rialzarsi, a chi aveva provato a dire NO all’imperialismo made in U.S.A.

Si è parlato di cristianità e di terrorismo islamico. Queste persone accorse qui in una domenica mattina fredda e piovosa nella capitale spagnola sono stanche dei soliti inganni. Vogliono vedere crescere i loro figli, con valori, saldi nel modello di famiglia tradizionale; vogliono una politica vicina ai cittadini. In Spagna la crisi del 2008 è stata tragica p

er molte famiglie, e come avvenne negli Stati Uniti, molte famiglie hanno dovuto lasciare la casa alle banche.

Proprio Franco era solito dire, “nessun spagnolo senza pane e senza casa“! Oggi centinaia di persone si sono concentrate a Madrid, per ripetere “Nessun spagnolo senza pane e senza casa”. Passato e futuro s’intrecciano. C’è tanta rabbia contro questo sistema, si sentono ingannati dalla democrazia che si è instaurata come dogma, intransigente contro chi la pensa diversamente e contro il sistema finanziario internazionale causa di una crisi senza fine.  

Luca Morlacchi 

Di Federico Altea

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