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Erdogan sr. si rammarica ma non si scusa, mentre il figlio trafficherebbe col Califfo

“Vorremmo che non fosse successo, ma purtroppo una cosa del genere è accaduta. Mi auguro che un episodio simile non si ripeta”. 

E’ quanto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato esprimendo, per la prima volta, il suo rammarico per l’abbattimento del jet russo.

Pur continuando a difendere l’operato turco e criticare la Russia per le sue operazioni in Siria, Erdogan ha aggiunto che nessuno dei due paesi dovrebbe consentire all’incidente di innescare un’escalation che porterebbe a “conseguenze tristi”.

Erdogan ha anche rinnovato il suo appello per un incontro con Vladimir Putin, che fino ad ora si è rifiutato di rispondere alle sue chiamate.

Ma sulla vicenda, oggi, è intervenuto anche Israele.
Il ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, infatti, ha rivelato ai media locali che un aereo da guerra russo recentemente è entrato nello spazio aereo israeliano, ma che la breve intrusione è stata risolta tranquillamente: 
“Non dobbiamo reagire e abbatterli automaticamente”, ha dichiarato.
Senza contestualizzare l’accaduto, ha spiegato che: “E’ stato apparentemente un errore da parte del pilota, che volava nei pressi del Golan”.

Già in precedenza, il generale Amos Gilad, stretto collaboratore di Yaalon, aveva detto che tali incidenti si verificano di tanto in tanto e, per evitare malintesi, Israele e Russia hanno organizzato una “hotline”, la condivisione delle informazioni e esercitazioni aeree congiunte:

“Gli aerei russi non intendono attaccarci, motivo per cui non dobbiamo reagire e abbatterli quando si verifica un errore automatico”, ha aggiunto Yaalon, mostrando sorprendente moderazione.

Il ministero della Difesa russo non ha ancora commentato le dichiarazioni.

Intanto fonti interne allo stato turco dichiarano che il cadavere del pilota russo abbattuto verrà restituito alla madre patria e alla famiglia al più presto. Si rincorrono frattanto le insinuazioni, riportate dalle fonti di Damasco, di un traffico di petrolio tra lo Stato Islamico ed il figlio di Erdogan, che gestirebbe tale smercio in alcuni porti del suo paese.

Bilal Erdogan è infatti proprietario di diverse compagnie di navigazione. Secondo alcune indiscrezioni avrebbe firmato un contratto di esclusiva per trasportare il petrolio dello “Stato Islamico” nei mercati asiatici. Le aziende logistiche di Bilal Erdogan nei porti di Ceyhan (Turchia) e di Beirut (Libano) hanno dei moli speciali dove le navi cisterna consegnano il petrolio di contrabbando, scrive “Rossiyskaya Gazeta”. In questa prospettiva è facile indovinare come il figlio di Erdogan potrebbe non essere del tutto estraneo all’abbattimento di un caccia impegnato (e con grande successo, stando alle parole del presidente Assad) nella lotta all’Isis, eventuale partner commerciale stando a queste voci “di corridoio”.

In una recente intervista con i media turchi Gürsel Tekin, vicepresidente del “Partito Popolare Repubblicano”, aveva dichiarato:

“il presidente Erdogan non vede alcun illecito nelle attività di suo figlio”.

Secondo il capo di Stato, Bilal conduce semplicemente affari con le società giapponesi.

“Ma in realtà Bilal Erdogan è impelagato in attività terroristiche, ma fino a quando suo padre sarà alla presidenza, Bilal godrà dell’immunità,” — afferma il politico turco.

Tekin ha aggiunto che la compagnia di navigazione di Bilal “BMZ ltd.”, che curerebbe gli interessi commerciali del petrolio dell’ISIS, è a conduzione familiare e le azioni della società appartengono alla famiglia e ai parenti stretti del capo di Stato. Sumeyye Erdogan, la figlia del presidente turco, gestisce un ospedale segreto che si trova in Turchia, vicino al confine siriano. Ogni giorno i camion dell’esercito turco vi portano decine di combattenti feriti dell’ISIS, che vengono curato e rispediti in Siria. Ha segnalato questo fatto un’infermiera che lavorava nella struttura ospedaliera.

Il politologo e attivista sociale siriano Ali Salem al-Assad è sicuro: i terroristi spesso trovano riparo dall’esercito siriano e dai raid dell’Aviazione russa nel territorio turco, dove liberamente vengono fatti passare dalle guardie di frontiera.

L’analista russo Vladimir Evseyev è convinto che Ankara stia cooperando con ISIS per i profitti del petrolio e per la lotta contro i curdi. Allo stesso tempo la Turchia sostiene ufficialmente la coalizione anti-terrorismo guidata dagli Stati Uniti.

I combattenti dello “Stato Islamico” in assoluta libertà si recherebbero in Turchia “per riposare e curare le ferite.” Recentemente è stato diffuso su internet il racconto di un’infermiera che pensava di curare le persone ferite dall’ISIS, ma poi aveva scoperto che nel suo ospedale le persone curate non erano altro che i jihadisti.

La Turchia ottiene dividendi dal business sporco di sangue, che coinvolge i fondamentalisti che si impadroniscono del petrolio e dei reperti storici e li rivendono attraverso la Turchia, — “RIA Novosti” cita le parole di Boris Dolgov, professore del Centro di Studi Arabi dell’Istituto di Studi Orientali.”

I raid aerei russi sono diretti anche contro le autocisterna dei terroristi che trasportano il petrolio di contrabbando.

In rete sono apparse delle foto in cui Bilal Erdogan posa con delle persone che sembrano essere militanti dello “Stato Islamico”. In una di queste immagini un uomo che sorride insieme a Bilal Erdogan in un’altra fotografia si mette in posa sullo sfondo di teste mozzate.

Di Redazione Elzeviro.eu

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