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Pronta la “WikiPutin”, un’enciclopedia su misura per la Russia

E’ la nuova strategia pensata da Vladimir Putin. La notizia traspare dal sito della Biblioteca presidenziale, grazie alla quale più di 50mila libri e documenti d’archivio verranno utilizzati per formare una piattaforma virtuale made in Russia. Putin è politico che ha cuore gli interessi del suo paese e vuole che l’immagine della propria patria sia quanto più limpida e realistica, senza influenze esterne. Come in politica estera non si è mai piegato al soldo dell’espansionismo statunitense, così anche vuol fare per ancorare la cultura russa all’unico fondale sicuro: la Russia stessa.

La Biblioteca del Cremlino, dopo attenta analisi, ha parlato chiaro e si è così espressa su Wikipedia: “L’analisi di questa risorsa ha dimostrato che non è in grado di fornire informazioni sulla regione e la vita del paese in modo dettagliato o sufficiente“. Quanto basta per dare un taglio alla subdola ingerenza di Wikipedia negli affari interni di uno Stato. Lo stesso Putin non ha mai nascosto il suo sospetto riguardo questo progetto di “informazione libera” secondo lui pilotata invece dalla CIA.

Al riguardo non ci sono prove, tuttavia sappiamo che la scorsa estate Wikipedia ha bannato per ben 10 giorni il Congresso degli Stati Uniti d’America dal sito, per evitare che i politici continuassero a modificare le loro biografie. Il potere di Wikipedia è molto pericoloso, proprio per la sua indeterminatezza di responsabilità, tutti sono liberi di scrivere e aggiungere informazioni, così come tutti sono liberi di segnlare abusi o imprecisioni. Eppure sappiamo come gli amministratori di Wikipedia facciano in realtà il bello e il cattivo tempo, come ha testimoniato in passato lo scrittore e ricercatore Piergiorgio Odifreddi: “Dopo aver sopportato per anni di vedere la pagina a me dedicata (da altri) riportare soltanto la mia attività di “polemista anticristiano”, criticata soltanto dai fondamentalisti religiosi, ho provato ad aggiungere (da me) altre notizie sul resto della mia biografia. Niente da fare: venivano sistematicamente cancellate, con l’intimazione di provare che “io ero io” e, in ogni caso, di corroborare i miei ricordi con la citazione di fonti secondarie, appunto. Cosa che ho fatto, fino a dove ho potuto: salvo vedere, a volte, le notizie corrette sulla base di altre fonti che, evidentemente, su di me ne sapevano più di me“.

Un’enciclopedia dove il protagonista di una biografia non è libero di modificare le informazioni sulla propria vita (seguendo i veri accadimenti) non è per nulla libera, ma anzi diventa forse lo strumento più illiberale creato dall’uomo: leggere la propria biografia e non ritrovarcisi in nessun passaggio è davvero abominevole!

Ammiriamo così la scelta di Putin di creare un’alternativa a Wikipedia: un’enciclopedia di libero accesso ma fatta da esperti. Persone che hanno vissuto i luoghi che descrivono, che conoscono bene i personaggi di cui parlano, ma che soprattutto agiscono per lo sviluppo e la difesa della cultura nazionale. 

Di Elzeviro

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