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Scia di sangue e terrore in Palestina

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NEL FINE SETTIMANA 120 PALESTINESI UCCISI
 

Con il decisivo (come sempre) sostegno degli Stati Uniti d’America Israele continua nella sua azione definita antiterroristica seminando terrore e morte anche fra i civili. Per Kerry Hamas userebbe i civili come scudo, ma a microfono spento dice: “altroché operazione di precisione, dobbiamo intervenire stasera: è da pazzi stare seduti”.

STERILE DIPLOMAZIA – Il responsabile agli Esteri statunitense, John afferma deciso scagliando un’accusa contro Hamas: “Usa i civili come scudo e rifiuta con ostinazione il cessate il fuoco”. Israele è, secondo Jerry, sotto l’assedio di un’organizzazione terroristica. Nulla distorce più i fatti della realtà a propria convenienza. Kerry non sembra imbarazzato a fornire delle balle colossali per coprire una realtà dei fatti che, se ormai è sfuggita di mano compleatemente allo stato ebraico, sembra ingestibile anche dal fronte americano alleato. Gli USA starebbero lavorando ad un cessate il fuoco, ma la forza della diplomazia bene la conosciamo. Non rincuora affatto la notizia che Ban Ki Moon, Segretario generale delle Nazioni Unite, dovrebbe essere al Cairo per dei colloqui. L’Egitto si è proposto come pacere, ma di pace non v’è l’ombra, e l’Egitto stesso, privato del suo più importante partito (Fratelli Mussulmani) sembra aver perduto la sufficiente imparzialità (essendo schierato ormai dalla parte filo Usa-Israele) per fare da arbitro nell’annosa questione della guerra. Perché si tratta di guerra, con un’invasione in atto da parte di Israele oltre quei confini stabiliti nel lontano 1950 quando si concesse agli originari abitanti del territorio della Palestina una striscia di terra grande come quattro volte la città di Firenze.

LA GAFFE DI KERRY – Nella pausa di un’intervista concessa da Kerry, mentre credeva il microfono spento, il Segretario di Stato USA è stato intercettato in una discussione con il suo staff mentre dice: “Altroché operazione di precisione. E’ un escalation significativa. Noi dobbiamo recarci lì. Dobbiamo farlo stasera. E’ da pazzi stare seduti”.
Al momento di tornare alle telecamere Chris Wallace, il giornalista che lo stava intervistando, lo incalza magistralmente: “Mentre era in camera e con il microfono, ha parlato con una persona del suo staff della situazione in Israele. Quando ha detto ‘altroché operazione di precisione’ intendeva che e’ preoccupato del fatto che Israele si sia spinto troppo oltre?”. Alla domanda senza giri di parole di Wallace Kerry ha cercato di svicolare, dicendo di aver reagito in modo comune a tutti quando si tratta di civili e bambini. E ha aggiunto “Difendiamo il diritto di Israele di fare ciò che sta facendo”. Qui casca l’asino. Non è il modo comune di reagire di tutti quando si tratta di bambini il non frapporsi ad una furia omicida che in due giorni di terrore ha lasciato una striscia di sangue di 120 vittime.

BOLLETTINO DI GUERRA – Se dall’inizio del conflitto si annoverano circa 500 vittime e oltre 3000 feriti è da sottolineare come l’escalation di violenza abbia toccato il suo apice nel fine settimana appena trascorso. Farà storia questa domenica, già ribattezzata Bloody Sunday, in triste memoria di quell’azione britannica del 1972 a Derry, Irlanda del Nord, dove vennero sterminate almeno 14 persone sparando sulla folla. Si tratta infatti di una domenica in cui 120 persone hanno perso la vita. NEL MONDO, la giornata di ieri è stata la più sanguinosa giornata di guerra degli ultimi cinque anni. 
Nel popoloso quartiere di Sajaya sotto i bombardamenti dello stato sionista sono morte 60 persone, tra cui diciassette bambini e quattordici donne. Raso al suolo un asilo costruito dagli italiani, già sgomberato, e falciata via una famiglia a Rafah. Intanto Israele ha perso 18 soldati dall’inizio del conflitto. Hamas rivendica di avere in ostaggio un soldato Israeliano.

I RIFUGIATI – I rifugiati che cercano riparo nelle strutture Unrwa (agenzia Onu per i rifugiati), sono ormai più di 83mila. Il numero delle persone che fuggono dai combattimenti è aumentato di oltre il 400% negli ultimi quattro giorni. La città di Gaza è stata assediata dagli Israeliani che non concedono l’ingresso delle autoambulanze. Cadaveri si possono spesso ritrovare al ciglio della strada, ma nonostante i raid aerei si susseguono coraggiosi i funerali delle vittime di questa assurda barbarie. La tradizione islamica prevede la tumulazione immediata dei morti.

ISRAELE BLOCCA LE AMBULANZE DELLA CROCE ROSSA – Nella giornata di ieri Israele ha impedito un cessate il fuoco di tre ore negoziato dalla Croce Rossa con Hamas per consentire alle ambulanze di andare a recuperare feriti e cadaveri. Un portavoce dell’esercito israeliano si è giustificato dicendo che stava ancora esaminando la denuncia di cessate il fuoco prima che fosse stato possibile accettare. Una disamina troppo lunga però, che ha di fatto impedito che la barbarie si fermasse prima di arrivare a tal punto. La giornata di ieri è stata un’ecatombe. Non resta che pregare per la pace, che si allontana ogni giorno di più.

Sulla mensola di Obama, intanto, in quel di Washington, fa bella mostra di sé il premio Nobel per la pace.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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