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Economia politica sbagliata

La malefica tattica europea porta gli stati membri alla rovina con cognizione di causa. Le vie di scampo ci sono, ma manca la volontà politica di perseguirle. La Ue marcia in senso contrario alla salvezza tracciando un disegno opposto alla ripresa ed allo sviluppo. Non è con il rigore che si riduce la disoccupazione e si aumenta il Pil.

La dottrina del fiscal compact (50 milioni per 20 anni) è stata ritenuta da Obama una follia, perchè taglia le gambe a qualunque iniziativa di rilancio. E’ dagli anni ottanta che si privatizzano le aziende pubbliche, si procede alla dismissione delle partecipazioni statali ed alla deregolamentazione dell’economia e della finanza, ma l’unico risultato ottenuto è stato il sopravvento dei signori del denaro sulla popolazione allo stremo. Pretendere che venga pagato il debito pubblico (su cui si può aprire un capitolo a parte su come si potrebbe azzerarlo in fretta eliminando il signoraggio bancario), da un popolo ridotto in povertà, è impensabile da gente di buon senso.

Solo se il reddito aumenta si possono onorare gli impegni. Finché lo stato impone fardelli pesanti sulle spalle del ceto medio basso, il disatro è assicurato. Chissà perché non si rispolverano le teorie economiche del britannico John Maynard Keynes (morto nel 1946). E’ lo stato che deve occuparsi dell’economia, non si può continuare a lasciare tutto questo spazio al libero mercato senza porre contrappesi. Non saranno certo nuove regole sul lavoro a creare occupazione, né tantomeno i decreti su cui il governo impone la fiducia. 
Se non riprendono i consumi , va tutto in malora. Lasciare le mani libere alla sregolata economia privata senza intervenire politicamente, manda la nazione a ramengo, ma d’altra parte questi politicastri in carica non sanno nemmeno da dove incominciare, e quindi preferiscono ripararsi sotto l’ombrello della Ue per togliersi di dosso ogni responsabilità. A parole dicono che si devono puntare i piedi a Bruxelles, a fatti non sono all’altezza di proporre alternative. Non sono nemmeno in grado di presentare alla Ue progetti convenienti per ricevere fondi strutturali da investire nello sviluppo e nell’innovazione. Paghiamo più di quanto riceviamo, ma all’efficienza ed all’efficacia i nostri cialtroni hanno sostituito l’ignoranza condita con quintali d’arroganza.

Non va bene, ci vuole saggezza, onestà e competenza.

di Giuseppe Franchi     N.a.a. 

Di Redazione Elzeviro.eu

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