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George Orwell: quando l’uguaglianza diventa schiavitù

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25 giugno 1903 nasce Eric Arthur Blair al secolo George Orwell

George Orwell, autore dedito sia nella vita sia nella letteraura alla lotta contro il totalitarismo e le dittature. Nella vita quando partecipa alla Guerra Civile Spagnola contro le forze di Franco. Nella letteratura soprattutto con due tra le sue opere più famose: La fattoria degli animali e 1984.

Ne La fattoria degli animali traspone sotto forma di “fiaba” in un mondo animale la Rivoluzione d’Ottobre. Disturbante è la modifica a favore dei maiali (Stalin, Trotsky e Lenin) che investe i comandamenti datisi dagli animali. Lascia amaramente stupiti il cambiamento dell’ultimo comandamento da:

Tutti gli animali sono uguali” a “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri“.

Ci mostra come gli interessi personali e l‘egoismo finiscano per prevalere sul bene comune. Chi è al potere può facilmente corrompersi. Il che può anche rimandare alla mente la nostra attuale e nazionale situazione.

In 1984 invece Orwell descrive un’ipotetica società totalitaria in un’ottica distopica (un’utopia al contrario), dominata da un Partito unico con a capo il Big Brother, un personaggio che nessuno ha mai visto, ma i cui manifesti tappezzano la città di Londra e dove vigono tre imperativi:

La libertà è schiavitù

La guerra è pace

L’ignoranza è forza

Orwell comprende appieno i meccanismi della società totalitaria:

in primo luogo con la manipolazione delle informazioni, al fine di indirizzare l’opinione pubblica a credere che il Partito tenga davvero e soltanto alla felicità dei cittadini. Il passato viene riscritto, anche per mantenere uno stato di guerra perenne con le altre nazioni. I giornali, i libri, le enciclopedie, tutto viene riscritto in base alle necessità odierne del Partito.

Inoltre dato che “L’ignoranza è forza” il Partito vuole che i cittadini imparino la Neolingua. E’ una lingua povera di vocaboli che non permette pensieri articolati e dunque potenzialmente sovversivi, dato che ci si disabitua alla riflessione critica. Chi ne redige i vocaboli cerca ogni anno di ridurre sempre di più il numero delle parole. Questo aiuta il Bipensiero,cioè la capacità di sostenere contemporaneamente un’idea e il suo opposto per essere sempre allineati al Partito.

Orwell è un autore che oggi ha molto da dirci e soprattutto da insegnarci. Ciò che fa di lui un grande personaggio non è solo l’inventiva che ha riposto in ogni suo lavoro, ma anche l’acuta capacità di analisi. Capacità che lo ha portato ad identificare e a descrivere i meccanismi dell’indottrinamento e della corruzione. E basta guardarsi attorno per rendersi conto di come questi siano ancora validi e utilizzati, magari sotto un aspetto meno dittatoriale e più piacevole (perciò più subdolo), ma in sostanza rimangono quelli indicati da Orwell.

Luca V. Calcagno

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Di Redazione Elzeviro.eu

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