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Una domanda a chi vuole uscire dall’Euro oggi

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di Francesco Erspamer

L’uscita dal giorno alla notte è inattuabile, poco intelligente, e fa il gioco dei neoliberisti. Si attui un piano coeso e ultrapartitico, un blocco egemonico a contrasto del sistema vigente e al crepuscolo.

Domanda ai massimalisti che da dentro e fuori il M5S chiedono l’immediata uscita dall’UE o almeno il sovranismo monetario. Precisando che in linea di principio si ouò essere d’accordo con loro: nell’euro non si sarebbe mai dovuti entrare e chi, ingannandoci, ci ha spinti ad accettare la moneta unica (i governi berlusconiani e piddini dei ruggenti anni novanta), dovrebbe essere in galera per alto tradimento o con un qualsiasi altro pretesto.

Ecco la domanda:

Come pensate che sia possibile rinunciare adesso all’euro (in una scala di difficoltà politica da 1 a 10, direi un 9, ossia molto alta) se neanche siete capaci di aggregare un 10% di consensi su un programma apertamente antieuropeista (difficoltà 6-7) e neppure di prendere il controllo della Rai per spiegarlo e promuoverlo (difficoltà 2, ossia facile facile)?

Si ha l’impressione che in troppi si accontentino dei cinque minuti di attenzione mediatica che qualsiasi rodomontata e provocazione assicura perché inefficace, invece di lavorare per costruire, con fatica, un blocco storico antiegemonico in grado di contrastare davvero lo strapotere del neocapitalismo.

Il Blocco antiegemonico

Quello del blocco storico è un concetto gramsciano che allude alla necessità di mettere insieme una coalizione di forze, anche fra loro diverse, sulla base di alcune priorità materiali e ideologiche comuni, superando la frammentazione che conviene a chi l’egemonia già la esercita e comunque ha anche la forza, se diventasse necessaria.

Considerandomi un sovranista, continuo a preferire il termine nazionalista, e per questo sostengo il M5S. Non perché allo stato attuale rappresenti il mio partito ideale (troppo poco socialista e troppo timido) ma perché è di gran lunga la migliore opzione oggi disponibile per impedire che le multinazionali straniere e i loro servi locali usino questa crisi per instaurare il Quarto Reich neoliberista.

Ci si augura che non speriate nel tanto peggio tanto meglio; conviene alle mafie, ai miliardari e alle grandi catene commerciali, che infatti stanno già approfittando della crescente povertà e dei fallimenti delle piccole imprese per appropriarsene per due soldi e consolidare i loro monopoli. Non si sa se sia possibile fermarle, visto che i giornalisti sono al loro servizio; ma per provarci occorre l’unità di tutte le persone di buona volontà, di tutti i veri populisti, di tutti coloro che hanno davvero a cuore l’Italia e la nostra identità culturale.

E serve grande scaltrezza.

Per cui torno alla domanda iniziale: perché non conquistare i media, perché non prendersi la Rai trasformandola in uno strumento di propaganda? Non sarebbe il logico primo passo?
O pensate di mettere in ginocchio la BCE con qualche post che nessuno legge se non chi lo usa per fomentare divisioni fra gli antiliberisti?

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