Home / Affari di Palazzo / Economia e finanza / Superpoteri al Ministro Gualtieri: l’Italia di Conte sembra l’Ungheria di Orban

Superpoteri al Ministro Gualtieri: l’Italia di Conte sembra l’Ungheria di Orban

Condividi quest'articolo su -->

Dai media:

La smentita del MEF: nessun «superpotere» di Roberto Gualtieri.

La norma in questione assicura unicamente la possibilità di spostare le risorse da capitoli di spesa che si rivelano sovrastimati ad altri capitoli invece sottostimati

di Maurizio Blondet

Il Ministero dell’Economia smentisce le «fantasiose interpretazioni» di alcuni organi di stampa sugli effetti di una norma presente nel Decreto legge 52 del 16 giugno 2020 . Interpretazioni «prive di ogni fondamento», visto che la norma in questione assicura unicamente la possibilità di spostare le risorse da capitoli di spesa che si rivelano sovrastimati ad altri capitoli invece sottostimati, senza alcuna possibilità di modificare le misure.

Cosa smentisce il Ministro?

Smentisce il Corriere della Sera:

Nel “Decreto Rilancio”, all’articolo 4 del decreto 52 del 16 giugno si assegnano al ministro dell’Economia poteri straordinari – non annunciati, né discussi – di «sequestration» all’ americana («variazione di bilancio e successiva riassegnazione») sull’ intero ammontare degli 80 miliardi di euro degli aumenti di deficit in emergenza varati fino ad oggi nel 2020. Roberto Gualtieri potrà monitorare e riorientare la spesa senza passare né dal Parlamento né dal Consiglio dei ministri. È un potere senza precedenti in democrazia su somme tanto vaste”

Dagospia:

COME MAI NESSUNO PARLA DEI POTERI STRAORDINARI DI “SEQUESTRATION” ASSEGNATI AL MINISTRO DELL’ECONOMIA SUGLI 80 MILIARDI DI AUMENTO DI DEFICIT? POTRÀ RIORENTARE LA SPESA SENZA PASSARE DAL PARLAMENTO O DAL CDM. COSE MAI VISTE. 

La smentita di Gualtieri è in realtà una conferma: sì, si è dato il potere di fare questo che dice il suo comunicato:

Eventuali risparmi collegati ad una sovrastima delle spese relative ad una certa misura possano essere utilizzati a copertura di eventuali sottostime di altre misure già previste dai decreti legge messi in campo dal Governo per fronteggiare l’emergenza Covid.

Infatti la Meloni lo ha detto: Non è normale.

Ossia, come spiega eloquentemente con una dichiarazione Giorgia Meloni

di fatto, gli 80 miliardi stanziati possono essere spostati da una voce a un’altra con un semplice decreto ministeriale. Fregandosene di quanto stabilito dal Parlamento. Basta che dal “monitoraggio” fatto dallo stesso Gualtieri risulti che le risorse destinate a una determinata voce non siano spese nei tempi previsti.

Per capirci: il Governo può togliere miliardi destinati alla Cassa integrazione e dedicarli al bonus monopattino. O togliere le risorse previste per i disabili e comprare altri biglietti in business class per andare a Dubai. Oggi il Mef ha rilasciato una nota per dirci che è tutto normale. Ma non è tutto normale. O almeno – conclude la Meloni – non dovrebbe esserlo in una democrazia occidentale».

Come dice Alberto Bagnai, ora abbiamo due dittatori

Giuseppi che emana decreti imperativi senza discussione in Parlamento, e addirittura senza il Consiglio dei Ministri e adesso anche il ministro dell’economia e finanze fa lo stesso, anzi: può ri-orientare la spesa, senza comunicare nulla al legislativo, e persino agli altri ministri, se non vuole.

“E una cosa senza precedenti nelle democrazie occidentali”, come nota Guido Crosetto.

Il pretesto è, come sempre, l’urgenza e l’emergenza. In realtà, i due compari non sottopongono le loro pensate al Parlamento, perché hanno motivo di temere che la loro maggioranza si spacchi; e nemmeno consultano il Consiglio dei Ministri, per lo stesso motivo.

Abbiamo quindi il caso, veramente eccezionale  nella storia, di una bis-dittatura che basa il suo potere arbitrario e senza limiti non sulla forza bruta, ma sulla propria debolezza. E’ un potere che avoca a sé ogni potere perché se no cade. Ovviamente, un simile potere si mantiene vivo solo per  la frenetica attività degli infermieri del reparto d’emergenza: ossigenato dall’intubazione del Quirinale, trafitto dalle mille flebo della Corte Cosituzionale, sotto  trasfusione continua di plasma della Palamara, tutte le “istituzioni” diventate soccorritrici – e beninteso, l’analfabetismo civile politico del popolo italiano.

La novità del Gualtieri “dittatore economico”

è particolarmente pericolosa, perché ha dato prova di non sapere nulla di economia, e in attesa di ordini dalla Commissione. Nella sua incompetenza, Gualtieri dipende dalla dirigenza del suo ministero. Sicché è grottesco apprendere che assume i poteri “dittatoriali” per “rimediare ai ritardi della macchina burocratica”. La macchina burocratica è quella da cui lui dipende.

E come è messa questa macchina, l’ha ben spiegato Sabino Cassese in un articolo di fondo sul Corriere del 20 giugno, In cui ha mostrato la vittoriosa conquista, da parte di altissimi dirigenti, di arrivare alle massime poltrone senza concorso pubblico, per promozione interna (metodo aum-aum). Ciò, beninteso, in violazione della “norma costituzionale” più volte (apprendiamo) richiamata dalla Suprema Corte: l’ascesa ai posti dirigenziali deve avvenire previo concorso pubblico; e anche gli avanzamenti di carriera devono avvenire per concorso.

Invece, apprendiamo, i capi delle “agenzie fiscali” si sono sottratti all’imperativo della Costituzione. E come? Hanno cambiato il nome della loro mansione. Non più dirigenti, ma “Posizioni Organizzative di Elevata Responsabilità”, grazie a tale ridenominazione, hanno stabilito che si sale ai vertici “solo dall’interno”. Quindi ammanicandosi tra loro e spingendosi avanti fra amiconi. E sono tanti. “15 dipendenti pubblici” – e con stipendione dirigenziale – hanno “titolarizzato” la loro poltrona come una proprietà privata. Sfuggendo alla Costituzione e ad una sentenza recente (2015) della Suprema Corte che ribadiva il principio: nel settore pubblica, si avanza per concorso.

Ora magari vi aspettate i fulmini della Corte

Macché. In una sentenza “dei giorni scorsi”, la Corte “ha dato credito al cambiamento dei nomi” e dunque alla violazione dei 1500.

Cosa volete: se la massima istanza viola la Costituzione che deve difendere e applicare per favorire un gruppo di compari aum aum è segno che la corruzione, sotto forma di occupazione illegittima del potere pubblico per lucrare stipendi, è arrivata sopra i capelli.

E la “macchina burocratica” siamo autorizzati a pensarla piena di incapaci essenzialmente disonesti, che sono saliti ai grassi stipendi che non meritano, facendo ostacolo coi loro corpi e con tutti mezzi all’assunzione di bravi e competenti, di cui ovviamente hanno paura. Hanno trasformato la macchina pubblica in “cosa nostra”. E che solo di una cosa sono esperti: l’immobilismo e la spoliazione dei cittadini.

Ora, subito, anche i pochi posti rimasti aperti

a concorsi pubblici sono a rischio. Infatti , ha spiegato Cassese, il sindacato dei Ricchi di Stato, che si chiama Agenzia Negoziale della Pubblica Amministrazione, ha subito proposto di cambiare il nome dei loro dirigenti in POER, quindi avanzanti solo dall’interno, per promozioni interne ed automatiche.

A che lamentarsi? Sono ormai decenni che la Magistratura gode dell’avanzamento automatico: per cui un cretino incapace e impreparato e settario, sbocca in Cassazione, senza i concorsi e gli esami interni con cui un tempo i giudici di grado superiore vagliavano e selezionavano i novellini. Non stupisce che oggi la Giustizia sia Palamara.

Ma questo significa che l’intero apparato – diciamo – tecnico dello Stato, che dovrebbe con la sua esperienza e capacità assistere i ministri politici, non lo farà. Non è in grado, né lo vuole.

Non è più un apparato, ma un truogolo. Il “dittatore economico” Gualtieri, incompetente, non avrà a fianco dei capaci di correggerne le idiozie inadempienze. Quale risorsa etica e civile dovrebbe animarli? La pietà per la patria? Non fatemi ridere che ho le labbra screpolate.

Qui sotto, parte dell’articolo di Cassese:

 

 

Leggi anche:

La soluzione di Gualtieri alla crisi: “Più lavoratori precari”

Condividi quest'articolo su -->

Cerca ancora

L’impietoso ritratto dell’Istat su occupazione, sanità ed investimenti

È uscito il consueto report annuale dell’ISTAT, quasi 300 pagine di dati e di statistiche …