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Il debito pubblico italiano aumenta per gli sprechi? Una grande menzogna

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Stupisce che in pieno 2020 ci siano persone che credono che il debito pubblico alto dell’Italia sia dovuto a chissà quali sprechi e malversazioni verificatesi nella prima repubblica.

di Giuseppe Masala

Questa è da sempre stata la propaganda portata avanti dai radical liberali alla Scalfari e dalla sua accolita di seguaci. Lascia davvero stupefatti che credano a simili follie addirittura economisti accademici.
Come si può vedere dalla figura il debito pubblico italiano era assolutamente sotto controllo (inferiore al 60% del rapporto debito/Pil) fino all’inizio degli anni 80.

Cosa è successo all’inizio degli anni 80 che ha portato i tassi reali (tasso nominale medio – tasso d’inflazione) sul debito pubblico a livelli molto alti facendo esplodere il debito pubblico? La propaganda lo sappiamo benissimo come ha spiegato il fenomeno lo sappiamo bene: sprechi, sperperi, ruberie (ovviamente degli altri).

La realtà storicamente accertata

inoppugnabile e verificabile è ben diversa. All’inizio degli anni 80 la Federal Reserve con il suo governatore Paul A. Volcker decise di affrontare di petto il problema della stagflazione (retaggio della crisi petrolifera degli anni 70) con una politica monetaria rivoluzionaria e passata alla storia come Walcker Shock, ovvero un violentissimo aumento dei tassi d’interesse che spense l’inflazione.

Ovviamente la cosa ebbe un costo a livello mondiale (del resto gli americani hanno sempre detto che il Dollaro è la loro moneta e il problema degli altri) e anche in Italia: la Banca d’Italia fu costretta ad un altrettanto violento aumento dei tassi che ahinoi si riverberò in un aumento del costo del funding del debito pubblico.

Agli inizi degli anni 90

ci fu un secondo episodio che fece aumentare il debito pubblico: l’unificazione tedesca. A seguito di questo evento geopolitico la Bundesbank aumentò enormemente i tassi per attrarre capitali per finanziare la riunificazione obbligando di fatto ad aumentare i tassi anche la Banca d’Italia. Ed ecco qui nato il debito pubblico italiano che conosciamo.

Celeberrimi a questo proposito un articolo di Carlo De Benedetti su un giornale tedesco che spiegava come la Bundesbank non aveva il diritto di “farci morire per Dresda” ma anche Mario Monti in una audizione alla commissione finanze della Camera dell’epoca (1992) spiegò così il fenomeno dell’aumento del debito italiano.

Un’ulteriore considerazione.

Se è vero che la Banca d’Italia non poteva fare nulla per quanto riguarda il Walcker Shock, forse le cose potevano andare diversamente per l’aumento dei tassi della Bundesbank di inizio degli anni 90. Infatti siamo stati costretti ad aumentare i tassi anzichè svalutare la Lira rispetto al Marco perchè all’epoca eravamo ingabbiati nello Sme europeo (la banda di oscillazione tra monete).

Ci siamo dissanguati per rimanere nello Sme facendo esplodere il debito pubblico, per poi fare violentissime politiche per ridurlo per entrare e rimanere nell’Euro. Il più grande esercizio di coglioneria della storia. Io non so come sia possibile che esista gente che crede alle favole degli sprechi e delle malversazioni.

 

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