Home / Affari di Palazzo / Tagli alla sanità ed elemosina da terzo mondo

Tagli alla sanità ed elemosina da terzo mondo

Le rigide politiche di bilancio – provenienti dal noto vincolo esterno – ci hanno costretto allo smantellamento di tanti piccoli ospedali, oltre alla progressiva recisione di ogni investimento nella sanità pubblica: dalla formazione universitaria, fino all’assunzione del personale. Non può certo sorprendere dunque se, nella prima condizione di reale emergenza, l’Italia si ritrova ad elemosinare aiuti come un paese del terzo mondo.

di Giuseppe Masala

Certamente la notizia di oggi è che il Governo ha chiesto in caso di necessità l’intervento della Commissione Europea per coordinare l’arrivo in Italia di medici, laboratori e addirittura medicinali dagli altri paesi dell’UE. In pratica è l’ammissione di incapacità a gestire una eventuale emergenza (che per il momento non c’è) e di essere costretta a chiedere l’aiuto per l’urgenza a paesi stranieri. Queste cose le richiedono i paesi del terzo mondo.

Sì, siamo un paese del Terzo Mondo grazie a trenta anni di politiche fiscali folli richiesteci dall’UE che hanno contemplato il taglio di centinaia di piccoli ospedali (che i soloni per anni ci hanno detto erano sprechi), ci hanno imposto il numero chiuso a Medicina perchè formare un medico costa e addirittura medicinali, medicinali, capite? Medicinali, avendo nel Settore Farmaceutico e Biomedicale italiano uno dei fiori all’occhiello del sistema produttivo.

Solo il Settore Farmaceutico nel 2018 ha esportato medicinali per oltre 25 miliardi di euro. E in tutto questo dobbiamo andare a Bruxelles ad umiliarci a chiedere medicinali, medici e apparecchiature perchè lo stato non può spendere. Non può spendere perchè abbiamo accettato regole contabili capestro ed insensate. E i nostri aguzzini devono prendersi anche la soddisfazione di vederci umiliati a chiedere con il cappello in mano medicinali. Capite? Medicinali.

Noi, manco fossimo il Congo Belga, la Romania o la Lettonia di Dombrovskis. Quest’ultimo un paese  che campa di riciclaggio di danaro sporco e di contributi UE (anche nostri che siamo contributori netti) e che senza questa cuccagna che è l’UE dovrebbe andare al Cremlino in ginocchio e baciare la suola delle scarpe di Volodja, per ottenere forniture di gas ed un po’ di grano per sfornare una pagnotta. Autoridotti a Terzo Mondo.

Cerca ancora

“Italia, per salvarti esci dall’Unione europea”, ora lo dicono gli economisti più esperti

Paul De Grauwe – uno dei principali economisti europei e presidente della cattedra John Paulson …