Home / Affari di Palazzo / Economia e finanza / Due parole sul ‘sindacalista’ medio italiano

Due parole sul ‘sindacalista’ medio italiano

L’intervista a Landini (ex FIOM – ona in corsa per la segreteria CGIL), per cui tutti quelli che non la pensano come lui sarebbero fascisti, è emblematica del declino ineluttabile della sinistra italiana.

Anche un’altra cosa traspare dalle parole del sindacalista, ossia che il sindacato, in Italia, non combatte le lotte della classe proletaria perché, molto semplicemente, non esiste.

Landini chiarisce meglio di tutti come si possa essere fascista senza rendersene conto ed essendo convinto di essere addirittura un combattente per la libertà, l’eguaglianza e la democrazia.

Tutto questo capita quando si è dei faciloni, delle persone che parlano per luoghi comuni e se preferite quando non si ha la minima profondità di pensiero.
Mi riferisco alla sua frase: “Io sono per l’ordine europeo. Gli stati nazionali non possono fare quello che vogliono”. Tutto bello, tutto superficialmente di sinistra: “siamo internazionalisti, siamo tutti fratelli, siamo per la pace” e via enumerando con la giaculatoria.

Peccato che bisognerebbe interrogarsi su cosa sia questo Ordine Europeo che il buon Landini dice di sostenere.

Al momento è il governo della moneta e una intricatissima serie di lacci sul governo della finanza che impedisce gli investimenti pubblici anche per la lotta alla povertà (cosa che dovrebbe stare a cuore ai combattenti per la libertà e la giustizia come Landini).

In futuro a detta dei leaders europei (a partire dalla Merkel e da Macron) dovrebbe aggiungersi il governo delle frontiere, l’esercito europeo e la politica estera comune.
Ad un combattente per la libertà e la giustizia come Landini (un vero partigiano) non dovrebbe sfuggire che a questo progetto manca qualcosa. Per la precisione manca: la condivisione del debito tra gli stati appartenenti, la fissazione di salari, pensioni e welfare uguali per tutti i cittadini appartenenti a questa unione. Non mi sembra poco, eppure al nostro partigiano Landini sembra sfuggito.

In soldoni,

al nostro stimatissimo sembra sfuggire che non condividere il debito lascia inalterato il problema dello spread tra tassi sul debito dei paesi poveri e paesi ricchi. La non fissazione dei medesimi salari, pensioni e prestazioni di welfare tra cittadini dell’unione comporta la creazione di cittadini di Sera A, di Serie B e anche di Serie C. Per esempio, un impiegato del catasto a Dussendorf avrebbe un buon stipendio, una buona pensione, ottime scuole per i suoi figli e che danno buone possibilità di trovare un occupazione decorosa e infine se si ammala ospedali d’eccellenza.

Invece un impiegato del catasto di Villacidro avrebbe uno stipendio più basso, una pensione più bassa, figli in una scuola pessima e destinati ad un futuro da disoccupati o da precari. Ovviamente, inutile dire che gli ospedali sardi (o friulani, cambia poco) saranno diversi rispetto a quelli in cui si curerà l’impiegato di Dussendorf.
Insomma, avremmo cittadini di Seria A e di Serie B (poi ci sono i paesi balcanici destinati alla Serie C).

Ma di tutto questo il Partigiano Combattente Landini non si accorge, lui guarda solo l’Utopia della #Leuropa della fratellanza a chiacchiere (non vedendo le diseguaglianze nei fatti). Quando non si ha profondità di pensiero e ci si accontenta della facciata, per come te la descrivono, questi sono i risultati.

Giuseppe Masala*
*post pubblico d’opinione.

Cerca ancora

La tragicomica epitome di Berlusconi

Non è pratica di questo foglio elettronico quella di sparare sulla Croce rossa, eppure l’intervento …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × 4 =