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Jp Morgan multata per aver fregato il mercato europeo

Colte con le mani nel sacco.

Jp Morgan, HSBC e Crédit Agricole sono state multate in data 7 dicembre 2016 dalla Commissione europea per un ammontare di 485 milioni di euro. La condanna è arrivata grazie ad un’indagine di cinque anni, dal 2011, condotta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dell’Unione europea. Secondo il Commissario dell’Antitrust dell’Unione Margrethe Vestager queste tre banche, insieme a Barclays, Deutsche Bank, Rbs e Société Générale avrebbero costituito un cartello a partire dal settembre 2005, con l’obiettivo di scambiarsi informazioni e manipolare alcuni valori di mercato.

Spieghiamo meglio.

Quasi tutte le banche del mondo si prestano soldi tra di loro, questo si chiama prestito del mercato interbancario. Ora, esiste un tasso d’interesse su questi prestiti, che varia in base al volume di valuta prestata e restituita. All’interno dell’Unione europea il tasso d’interesse su questi prestiti ha un nome, si chiama Euribor (Euro Interbank Offered Rate) ed è applicato a tutte le banche, anche extraeuropee, che operano all’interno del sistema bancario del Vecchio Continente. Le banche hanno però aggiunto un’ ulteriore complicazione a questo sistema, con l’obiettivo di incrementare i profitti. Gli istituti finaziari infatti scommettono su quanto possa variare il valore del tasso d’interesse dei prestiti in futuro. Questo sistema di scommesse genera quelli che comunemente chiamiamo futures, swaps o options. In questo modo la circolazione della moneta risulta ancora più incontrollabile, così come eventuali volontarie distorsioni del mercato.

Questo è avvenuto negli ultimi dieci anni. Jp Morgan, HSBC, Crédit Agricole, Barclays, Deutsche Bank, Rbs e Société Générale si prestavano soldi a un determinato tasso d’interesse e scommettevano sul suo aumento o diminuzione scambiandosi informazioni, o semplicemente programmando il flusso di denaro circolante. Potendo dunque prevedere il valore del tasso d’interesse, queste banche hanno vinto quasi tutte le scommesse fatte, incrementando di molto le loro entrate. Immaginiamo come un cartello composto dalle più grandi banche europee, più una delle più grandi banche americane, possa aver squilibrato il sistema bancario, a discapito dei piccoli istituti finanziari europei.

Il commissario all’Antitrust ha scoperto infatti che vi era un regolare contatto tra i traders delle banche attraverso chat o servizi di messaggistica istantanea. Bloomberg riporta addirittura che il linguaggio “in codice” utilizzato fosse volutamente “volgare” per evitare che le parole potessero essere captate dalle autorità di sorveglianza. Lo scandalo è però uscito fuori non solo grazie all’indagine dell’Antitrust europeo, ma anche per il “patteggiamento” di Barclays, Deutsche Bank, Rbs e Société Générale, che hanno risolto il contenzioso nel 2013 attraverso una “risoluzione amichevole” con la Commissione Ue.

In realtà Barclays, principale fonte d’informazione dell’Unione, non è incorsa in nessuna sanzione. D’altra parte Jp Morgan, HSBC e Crédit Agricole hanno tutte e tre rispedito le accuse al mittente. Jennifer Zuccarelli, portavoce di Jp Morgan ha detto: “la banca non si è impegnata in nessuna attività illecita, rispettando il valore di Euribor“, mentre Crédit Agricole in una nota si dice sicuro di “non aver violato nessuna legge di concorrenza“. Le indagini e la testimonianza di Barclays dimostrano però il contrario.

Vi è inoltre da ricordare che la stessa Jp Morgan era stata coinvolta nella crisi dei mutui subprime del 2008 per motivi analoghi e addirittura nel 2012 la banca venne denunciata dal Governo federale americano perché ritenuta responsabile della crisi. Anche in quel caso Jp Morgan se la cavò con un patteggiamento di 13 miliardi di dollari. 

Difficile dunque stabilire l’efficacia dell’ammenda pecuniaria come punizione per i crimini commessi sul mercato finanziario, in particolare quello dei derivati. Considerato che attori già puniti, come appunto Jp Morgan, non si facciano scrupoli a riproporre comportamenti simili.  Quest’ultima multa comminata dall’Antitrust Ue a Jp Morgan ammonta a 337 milioni di euro che corrispondono allo 0,364% del suo fatturato annuo, ovvero 100 miliardi di dollari. Una cifra che non appare come un grosso disincentivo a porre fine alle attività illecite portate avanti dalla banca d’affari americana.

Sarebbe forse più efficace invece rivedere l’utilità di una completa liberalizzazione dei movimenti di capitale sul mercato dei derivati, che può portare, come la storia dimostra, allo scoppio di big crash economici, mentre non porta nessun beneficio a quella che è l’economia reale. 

Di Redazione Elzeviro.eu

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