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Monte dei Paschi taglia 2,600 posti di lavoro in vista del Referendum

La Monte dei Paschi di Siena si sta preparando al “big crush” bancario che investirà le banche in caso di vittoria dei “no” al Referendum del 4 dicembre. 
Ieri sera si è svolto un Cda presso la Monte dei Paschi di Siena per portare in salvo il salvabile in vista della possibile sconfitta della riforma costituzionale al Referendum voluto dal Governo Renzi. La banca si vuole tutelare di fronte a un attacco speculativo che è stato minacciato dalle principali banche d’affari al mondo.

È stato così previsto un taglio del personale di ben 2.600 posti di lavoro, con la conseguente chiusura di 500 filiali. Il Sole24 Ore si riferisce ai posti di lavoro definendoli “esuberi“. Non c’è in realtà prova che i 2.600 posti fossero causa di scarsa efficienza per le attività bancarie, l’unica prova è la vicinanza temporale del Referendum costituzionale italiano.

A riprova di ciò il Ceo (Chief Executive Officer) Marco Morelli, che vanta una decennale carriera in JP Morgan, ha annunciato che il Mps si libererà di 28 miliardi di euro di “bad loans” (derivati tossici), grazie all’aiuto del fondo Atlante (fondo costituito anche da capitale pubblico che interviene per ricapitalizzare le banche e rilevare i crediti tossici). Il portale Bloomberg ammette che la banca sta cercando di arrivare a tutti gli accordi previsti prima del Referendum e che infatti la riunione per l’aumento del capitale è prevista il 24 novembre.

C’è infatti paura di “political uncertainty and market volatility” (incertezza politica e volatilità dei mercati). E’ da sottolineare anche il conflitto d’interessi che colpisce il Ceo di Monte dei Paschi, Marco Morelli, il quale ha lavorato per dieci anni alla JP Morgan, la stessa banca d’affari che nel 2013 stilò un documento in cui criticava le Costituzioni degli Stati del Sud Europa.

Inoltre la stessa JP Morgan è stata indagata nel 2013 per lo scandalo relativo all’acquisto di Antonveneta da parte di Mps.

Le principali banche italiane e mondiali stanno giocando a scacchi in vista del Referendum e hanno già preparato un piano d’emergenza nel caso in cui la loro persona di fiducia, Renzi, perda. 

Di Redazione Elzeviro.eu

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