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Ecco come l’ONG di Soros sta facendo chiudere le pagine della Lega e dei 5 Stelle

Ancora una volta l’ombra dello speculatore ungherese George Soros si staglia dietro un importante appuntamento elettorale italiano.

Su queste pagine abbiamo già denunciato le ripetute intromissioni del finanziere negli affari politici italiani, incominciate in quel lontano 1992 con la spaventosa ed immotivata operazione di speculazione finanziaria sulla lira, fino ad arrivare all’inchiesta giornalistica di qualche mese fa che smascherò il sollecito di Soros per far commissariare l’Italia dalla Troika.

Tutto questo spregiudicato attivismo

può essere tranquillamente spiegato senza dover fare affidamento a stravaganti teorie complottarde. George Soros è uno squallido speculatore senza scrupoli, il cui unico fine è l’arricchimento personale. Diventa quindi chiaro e lampante come un simile personaggio, per perseguire al meglio i suoi profitti, necessiti di governi tendenzialmente benevoli per la libera circolazione di merci, persone e prodotti finanziari. Ecco dunque spiegato l’astio di Soros verso i governi cosiddetti sovranisti.

Preso atto di quanto detto diventa difficile spiegare gli squittii di giubilo fatti da diversi giornalisti, politici ed esperti italiani nell’apprendere la notizia dell’oscuramento di alcune pagine Facebook, presunte colpevoli di aver diffuso “fake news”. La difficoltà di comprensione viene a galla scoprendo l’identità di chi ha spinto il colosso di Zuckerberg alla chiusura di queste pagine: si tratta dell’ONG Avaaz.

Lungi dall’essere un’organizzazione apolitica e super partes

Avaaz può invece essere ragionevolmente definita come una delle tante armi leggere in dotazione di George Soros. Riportava il Giornale come

avaaz.org, infatti è stata co-fondata da Res Publica e dal gruppo progressista MoveOn.org. Quest’ultimo, vicino al partito democratico americano, ha ricevuto nel 2004, secondo il Washington Post, “1,6 milioni di dollari da “George Sorose sua moglie”. Come conferma anche Asra Q. Nomani sul Wall Street Journal, parlando delle proteste progressiste contro il giudice conservatore Kavanaugh “MoveOn.org l’organizzazione vicina ai democratici e fondata grazie al denaro di Soros, ha inviato al suo esercito di seguaci un modulo dove poter richiedere i biglietti del treno per arrivare a Capitol Hill

Insomma, diventa facile comprendere come l’ideologia dell’ONG Avaaz sia ascrivibile ad una precisa parte politica e che da essa ne tragga oltretutto i finanziamenti necessari per la sopravvivenza. Per confermare la natura partigiana dell’organizzazione è sufficiente pescare tra le sue più o meno recenti “campagne di sensibilizzazione”. Nel marzo 2018, per esempio, Avaaz incitava le persone a boicottare i mondiali in Russia a causa di “crimini contro l’umanità” che il Cremlino avrebbe perpetrato in Siria.

D’altra parte la stessa organizzazione non sembra aver proferito parola sui mondiali previsti in Qatar, nazione non certo paladina di democrazia, smascherando così ancora una volta un attivismo a corrente alternata.

Un attivismo

che, casualmente, si riaccende oggi in vista delle elezioni europee, prima con la segnalazione di alcune pagine Facebook (guarda caso tutte di area gialloverde) e poi con il lancio di una campagna con l’esplicito obiettivo di indirizzare il voto dei cittadini europei.

Questa è davvero un’emergenza: l’estrema destra potrebbe VINCERE le elezioni europee!

inizia così il messaggio di Avaaz per poi continuare

Ma possiamo fermarli. Perché la verità è che se vinceranno, non sarà perché la maggioranza della popolazione li sostiene, ma perché molti di noi, alle europee, non votano. Pochi punti di affluenza in più potrebbero cambiare completamente i risultati— e con milioni di membri in tutta Europa il nostro movimento potrebbe davvero fare la differenza.
Se raccoglieremo i fondi necessari, Avaaz lancerà una campagna DI MASSA perché i cittadini dei paesi chiave votino, dirigendosi a milioni di persone con video, pubblicità, cartelloni, azioni e manifestazioni con un semplice messaggio: votare per fermare l’odio. Il nostro team è pronto e con il costo di un solo caffè i nostri contenuti possono raggiungere più di 1000 persone!

L’attuale prima pagina del sito di Avaaz

In sostanza, un’organizzazione privata americana, finanziata con i soldi di uno speculatore che ha distrutto la lira, chiede donazioni con l’obiettivo di indirizzare le preferenze elettorali dei popoli europei. Il tutto alla luce del Sole.

Bentornati nel 1984, dove la guerra si chiama pace, la propaganda si chiama verità e l’economia si chiama abbondanza.

 

Di Gabriele Tebaldi

Gabriele Tebaldi
Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

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