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Condannati i genitori che rifiutarono la chemioterapia per la figlia

di Miriana Domanico

Lino Bottaro e Rita Benini condannati per la morte di Eleonora Bottaro, malata di leucemia e sottoposta al metodo Hamer. La mamma: “Credo nella giustizia divina, non ho sbagliato nulla, rifarei tutto quello che ho fatto, solo Dio sa quanto ha sofferto mia figlia”.

Il Tribunale di Padova ha condannato a due anni ciascuno Lino Bottaro e Rita Benini per omicidio colposo aggravato ai danni di Eleonora, la figlia minorenne morta nell’agosto del 2016 dopo aver rifiutato di sottoporsi alla chemioterapia, su consiglio dei genitori.
All’epoca dei fatti i coniugi, sostenitori del cosiddetto metodo Hamer rinnegante l’efficacia delle terapie tradizionali, vennero iscritti nel registro degli indagati, per poi essere prosciolti dal gip Mariella Fino che ritenne il fatto “non costituente reato”.

Due anni dopo

però la Corte d’Appello ha accolto la richiesta di Valeria Sanzani, procuratrice aggiunta di Padova, rinviando a giudizio la coppia: secondo l’accusa, Lino Bottaro e Rita Benini impedirono alla ragazza di informarsi liberamente circa il percorso di cura da intraprendere, arrivando ad osteggiare un qualsiasi confronto tra lei e i medici, come questi ultimi hanno testimoniato a processo.

“Eleonora si sentiva nelle mani del padre – spiega il PM – il quale decideva ogni terapia, precludendole l’unica che le avrebbe potuto salvare la vita. Eleonora, fino a pochi giorni prima di morire, era convinta di guarire, di compiere i suoi 18 anni e di poter andare in vacanza al mare”.

La ragazza, al contrario, è morta due settimane dopo il compimento della maggiore età.

Curare un tumore con la vitamina C

Quando Eleonora si ammalò di leucemia linfoblastica acuta, i medici del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale di Padova nutrivano buone speranze per la sua guarigione qualora si fosse affidata al protocollo tradizionale. Ciononostante, Lino e Rita Bottaro, contrari alla chemioterapia, decisero di firmare le dimissioni dall’Azienda ospedaliera e di trasferire la ragazza in una clinica svizzera, dove fu sottoposta al metodo Hamer, senza alcun risultato.

La coppia infatti, seguace del medico tedesco Ryke Geerd Hamer, era convinta che la malattia di Eleonora fosse la conseguenza della morte di suo fratello, avvenuta nel 2013 per aneurisma in giovane età. Secondo i precetti di Hamer, per curarla sarebbero stati sufficienti incontri con uno psicoterapeuta e dosi di cortisone e vitamina C.

Il medico Ryke Geerd Hamer

Il metodo Hamer

La teoria secondo cui i tumori possono essere curati “risolvendo i conflitti psichici che li hanno provocati” sarebbe nata dalla personale esperienza del medico tedesco, colpito da un tumore dopo la morte del figlio Dirk, ucciso nel 1978 da un colpo sparato da Vittorio Emanuele di Savoia durante una lite all’isola di Cavallo, in Corsica. Secondo Hamer, lo choc provocato dall’evento avrebbe innescato dei meccanismi biologici tali da portare allo sviluppo di cellule cancerogene.

Ryke Hamer, radiato dall’albo dei medici nel 1981 e deceduto nel 2017, è stato condannato più volte per frode ed esercizio abusivo della professione, scontando molti mesi della pena in carcere.

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Un commento

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    Cercate di seguire le sentenze: S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia è stato completamente assolto per il mortale ferimento di Hamer. Il Principe aveva una carabina e non la pistola con cui uno ancora sconosciuto aveva ferito il giovane