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Capelli non abbastanza neri per poter giocare: una squadra in Cina perde a tavolino

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Una partita di calcio in Cina è stata persa a tavolino dalla squadra i cui giocatori non rientravano nei canoni estetici dettati da regime, i quali vietano colori di capelli diversi dal nero. L’episodio ha scatenato accese discussioni sull’ennesima regola ferrea e discutibile imposta dal governo cinese.

Le squadre femminili della Fuzhou University e della Jimei University che avrebbero dovuto giocare la partita di campionato universitario sabato scorso hanno violato le regole che vietano capelli tinti.

Il problema sollevato dall’arbitro della partita ha innescato una corsa frenetica da parte dello staff di entrambe le squadre che hanno cercato di recuperare delle tinte all’ultimo minuto per coprire il problema. Giudicati “non abbastanza neri” i capelli di una giocatrice, la squadra di Fuzhou ha dovuto rinunciare a giocare la partita poiché non c’erano abbastanza giocatori per formare una squadra al completo.

Non è un caso isolato

Il calcio cinese è sotto i riflettori già da marzo 2018 per le sentenze e le regole imposte ai giocatori. Due anni fa infatti le squadre nazionali maschili avevano debuttato con braccia bendate per coprire i tatuaggi durante la semifinale della Coppa di Cina contro il Galles.

A gennaio, nella Repubblica popolare cinese, i tatuaggi erano stati banditi dall’amministrazione statale della stampa e da altri media come radio, cinema e televisione. Nello stesso anno diversi giocatori sono stati squalificati per non aver rispettato le regole estetiche vincolanti per poter giocare, come il giocatore Wang Shenchao, squalificato per 12 mesi per aver indossato, anche se nascosta, una collana in campo.

Non solo regole ferree ma anche insegnamento patriottico ai giocatori delle squadre cinesi

Non è ancora tutto. La Federcalcio cinese prevede che i giocatori naturalizzati nutrano sentimenti patriottici e che studino la lingua, la cultura e la storia del paese. La direttiva emessa dall’ente calcistico nazionale prevede anche che i calciatori stranieri diventati cittadini cinesi conoscano il Partito Comunista al potere, e che i club tengano traccia dei pensieri dei giocatori, presentando un rapporto scritto ogni mese. Inoltre, poiché la Cina non riconosce la doppia nazionalità, coloro che scelgono di diventare cittadini cinesi dovranno rinunciare alla cittadinanza di origine.

Valori politicamente corretti

La strada maestra è quella dell’omologazione. I capelli neri sono parte dell’orgoglio di essere cinesi, che è sinonimo di integrità, di rettitudine. L’abilità sportiva di un giocatore cinese è evidentemente legata anche al suo aspetto estetico, che essendo notevolmente esposto al pubblico dei più giovani, deve fungere da modello. Rispetto a quest’ultimo episodio sportivo, politico e culturale, Cameron Wilson, fondatore di Wild East Football ha affermato:

I giocatori sono principalmente considerati modelli di ruolo per la società a causa del ruolo influente che possono svolgere con i loro profili elevati, è comprensibile che un paese voglia che la sua squadra di calcio abbia un impatto positivo sulla popolazione generale, ma purtroppo la definizione di ciò che è positivo in Cina sembra molto ristretta.

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Di Francesca Russo

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Francesca, laureata in Comunicazione Interculturale, oggi studentessa al secondo anno magistrale in Area and Global Studies for International Cooperation presso l'Università degli Studi di Torino.

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