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Bugiardo

L’Iran continua a rispettare i termini dell’accordo sul nucleare, smentendo così la narrativa di Tel Aviv e Washington.

L’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha ancora confermato che la Repubblica Islamica di Iran “continua a rispettare i termini dell’accordo nucleare stipulato nel 2015 con le grandi potenze mondiali, anche dopo il ritiro dall’intesa degli Stati Uniti”.

L’attendibilità dell’AIEA scagiona l’Iran

L’AIEA è l’organismo internazionale che più di tutti ha l’autorevolezza e la credibilità in materia di energia atomica. Con uno staff composto da oltre 2000 collaboratori, 350 dei quali sono ispettori da oltre 90 paesi differenti, ha la possibilità di valutare in maniera puntuale e sul campo tutto quello che riguarda i programmi legati all’energia atomica di un Paese, se ivi ha la possibilità di entrare. L’Iran ha sempre aperto le porte all’Agenzia, soprattutto dopo la sottoscrizione dell’accordo Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), quell’intesa da cui si sono appena ritirati gli Stati Uniti.

Proprio da Washington è più volte arrivata l’accusa contro Teheran di un mancato rispetto dell’accordo. Accuse puntualmente smentite dall’AIEA, ma puntualmente rilanciate dall’amministrazione americana. Nella prassi unilaterale che da sempre contraddistingue la politica americana, la Casa Bianca si è limitata ad affermare un vago “abbiamo le prove contro l’Iran”. Prove che ancora oggi nessuno al mondo ha visto.

Un teatrino riproposto poi recentemente dal presidente israeliano Benjamin Netanyahu. Durante una cinematografica presentazione, più consona per il lancio di uno smartphone, Netanyahu davanti ad una platea ha dimostrato con una serie di grafici e slide il presunto sviluppo di un arsenale nucleare da parte dell’Iran. Nessuna fonte attendibile a supporto di quanto dichiarato, nessuna testimonianza. Solo un vago “siamo entrati di nascosto in un segretissimo archivio iraniano”. Chi potrebbe credergli?

Non è l’Iran a minacciare l’occidente

E invece questo mito di un Iran nucleare ed aggressivo ha ormai attecchito nelle coscienze dell’occidente, il cui impegno in Medio Oriente è del tutto opposto a quelli che sarebbero gli interessi dell’Europa. Questo passeggiare scodinzolando dietro al padrone americano ha infatti creato il più grande misunderstanding della storia. Perchè lì, in quella regione così esplosiva c’è effettivamente uno Stato canaglia che non rispetta i diritti umani e che attacca militarmente paesi terzi violando il diritto internazionale. Uno Stato che ha creato “una delle più grandi catastrofi umanitarie della storia moderna” e che ha legami più volte dimostrati con le più grandi organizzazioni terroristiche internazionali (quelle che poi colpiscono l’Europa). Non si tratta dell’Iran.

È invece l’Arabia Saudita. I sauditi sono tutto quanto detto sopra. Anzi, in tempi recenti hanno anche placidamente affermato di essere in procinto di sviluppare l’atomica per scopi militari. Per Washington però questo non è un problema viste le vagonate di dollari che gli Stati Uniti riversano nell’illiberale regime wahabita. Non è un problema nemmeno per Londra, la cui premier Theresa May ha benevolmene accolto il principe saudita Bin Salman, mentre da Riyad partivano aerei pronti a bombardare scuole e ospedali yemeniti.

Il regime saudita colpisce l’Europa nell’impunità

Questa vicinanza al regime saudita è invece un problema per i cittadini inglesi e per i cittadini europei in generale, che hanno subito e subiranno attacchi terroristici da parte dello Stato Islamico o di Al Qaeda.

Perché, sorpresa delle sorprese, dietro a queste organizzazioni c’è proprio l’Arabia Saudita. “Arabia Saudita e Qatar hanno fornito supporto finanziario e logistico clandestino all’Isis e ad altri gruppi sunniti radicali”, a dirlo fu la stessa Hillary Clinton. L’Arabia Saudita è un Isis che ce l’ha fatta e spinge per un confronto militare proprio con l’Iran. Se la logica e il raziocinio sono ancora di questo mondo non vi sarebbero dubbi sul da che parte stare.

di Gabriele Tebaldi

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