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Anpi: è qui la festa?

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Tempo di emergenza Covid ma…non per tutti

E’ più di un mese che gli Italiani sono costretti, loro malgrado, agli “arresti domiciliari” a causa dell’emergenza per il Coronovirus.

Un popolo intero obbediente e disciplinato che si è sottomesso civilmente alle dure restrizioni che l’autorità ha imposto per salvaguardare la salute pubblica e per cercare di limitare l’avanzare minaccioso del virus.

Eppure  abbiamo scoperto in questi giorni che di fronte alla legge non tutti siamo uguali,

anzi qualcuno sembra godere, per via di antichi e ingiustificati retaggi e privilegi, di trattamenti di favore che la maggioranza degli Italiani neppure si sogna.

In questi giorni abbiamo assistito anche all’intervento delle forze dell’ordine che, di fronte ad un sacerdote che celebrava la Messa in barba ai divieti di assembramento, sono intervenute per porre fine al Rito a cui stavano assistendo forse qualche decina di fedeli rispettando tra l’altro le distanze sociali.

Ebbene oggi scopriamo, non senza un certo fastidio, come nel nostro paese ci siano delle categorie di persone protette,

vezzeggiate e favorite alla faccia di chi come noi deve giustificarsi se solo si allontana di 250 metri dalla propria abitazione. Stiamo parlando di quel vetusto “club” di vecchie cariatidi meglio noto come “Associazione Nazione Partigiani d’Italia“, legata a pseudo valori cosiddetti “democratici” molto vicini a quelli del vetero comunismo stalinista sui quali, ahinoi, è stata a suo tempo fondata la nostra Repubblica.

Pseudo valori mai condivisi e attualmente, grazie al cielo, ignorati e dimenticati dalla stragrande maggioranza degli Italiani in questo momento concentrati su problematiche ben più urgenti e decisive per la sorte dell’intera nazione.

L’Anpi

e con loro gli ultimi residui cascami di quello che fu il vecchio PCI, hanno alzato i toni e si sono “indignati” perché una circolare del Sottosegretario  alla Presidenza del Consiglio, l’on. Riccardo Fraccaro, aveva osato impedire ai loro rappresentanti di essere presenti alle celebrazioni ufficiali del 25 aprile.

Una presa di posizione non solo dura. ma ai limiti della disobbedienza civile visto che la stessa Associazione, in una sua nota ufficiale, ha invitato i suoi rappresentanti a partecipare lo stesso alle suddette celebrazioni in barba a divieti, limitazioni e quant’altro non faccia…spettacolo ad essi gradito.

Per tutta risposta il Governo,

con la coda fra le gambe e cospargendosi il capo di cenere, ha immediatamente risposto con una sua circolare dicendo di non essersi mai sognato di vietare a lor signori di partecipare alla “grande” Festa della Liberazione ma che questa dovrà, nell’ottica di difendere la memoria democratica del paese e nella consapevolezza del valore che questa ricopre per l’Italia, avvenire nell’ambito del rispetto delle limitazioni stabilite per in Covid 19.

Ovviamente nessuno si è peritato di dare alcuna spiegazione di come e con quali strumenti di vigilanza dovranno essere rispettate queste limitazioni.

Insomma siamo alla farsa bella e buona: mentre tutti noi dobbiamo continuare a rimanere reclusi dentro le mura di casa nostra, e guai a chi non lo fa, questo gruppetto di vecchi nostalgici con al seguito figli, nipoti e soprattutto badanti, potranno andare in giro come se nulla fosse a deporre fiori e a cantare a squarcia gola “Bella ciao” come se niente fosse.

Ora a noi della salute e della possibile dipartita, a questo punto anche fisiologica vista l’età media,  degli ultimi decrepiti rappresentanti dello stalinismo becero e nostalgico poco importerebbe, se non fosse per il fatto che questi quattro vecchi incoscienti, dopo aver sfogato le loro frustrazioni tra commemorazioni, canti e balli, con il loro uscire di casa rischieranno di allargare di nuovo il contagio in barba agli sforzi degli Italiani e di chi li ha costretti a barricarsi finora in casa.

Insomma qualcuno ci deve spiegare perché, alla luce di quanto sta succedendo, ci siano agli occhi del governo “figli” e “figliastri“.

Non diteci che nel nostro paese a questo punto basta scrivere di proprio pugno un’autocertificazione di…provata fede antifascista per poter uscire a proprio piacimento perché allora trovata la legge trovato l’inganno…lo facciamo anche noi e voglio vedere a quel punto chi oserà sbarrarci la strada.

Comunque un  consiglio lo vogliamo dare a quello sparuto gruppetto di nonnetti ottuagenari e in cerca di un’ultima emozione. Signori ricordate che a forza di andare in giro a cantare “Bella ciao” il Covid 19 potrebbe, tra l’altro con un discreto senso dell’humor nero, rispondervi: “Ah belli…ciao!“. Per il vostro bene e soprattutto per rispetto degli altri restate a casa che è meglio…dateci retta!

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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