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Amazon Go e il genocidio dei commessi

In uno scenario globale che appare sempre più distopico Amazon ingrana la quarta e decide di intromettersi nella vendita al dettaglio, fisica, dei generi alimentari.

Il colosso dell’e-commerce guidato da Jeff Bezos ha infatti annunciato l’intenzione di aprire 3000 supermercati da oggi fino al 2021. Tali punti vendita, firmati Amazon Go, avranno la peculiarità di non aver bisogno di personale umano nel rapporto con i clienti. In sostanza il “consumatore” (perché altro nome non puo’ essere affibiato) porterà a termine i suoi acquisti attraverso casse automatizzate (come quelle sperimentate già in molti supermercati di tutto il mondo), mentre la vigilanza sarà affidata a videocamere e non meglio precisate “intelligenze artificiali“.

La vice presidente di Amazon Go, Gianna Puerini, tiene a far sapere come questa strategia sia solo un modo per venire incontro alle esigenze del cliente, “infastidito dalle code e dall’attesa che il commesso passi la merce sulla cassa”.

Quest’immagine di un Jeff Bezos, travestito da buon samaritano, pronto a farsi in quattro solo per il bene dei suoi clienti, fa venire un leggero sospetto.

Sospetto che si evolve in una quasi certezza se si pensa alla mole di lavoratori cui Amazon non dovrà corrispondere stipendio, pensione e contributi. “Fastidi” in meno per gli uffici di risorse umane del colosso americano, profitti in più per il patrimonio di Bezos, che ad oggi si aggira sui 158,4 miliardi di euro.

 

Di Gabriele Tebaldi

Gabriele Tebaldi
Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

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